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Villa Reale, la consegna delle chiavi e il sogno di rinascita finito con gli arredi imballati

Il 15 gennaio è prevista la riconsegna delle chiavi da parte del concessionario con cui è stato rescisso con 14 anni di anticipo il contratto di gestione

La Reggia di Monza (Instagram@silvyelle)

La riconsegna delle chiavi e la fine di un progetto culturale che avrebbe dovuto far tornare a risplendere - con un modello di gestione pubblico/privato - la Villa Reale di Monza con mostre, eventi e iniziative. Le difficoltà di gestione emerse nel tempo e infine la battuta finale del covid che ha costretto la Reggia alla chiusura per mesi hanno fatto tramontare i sogni di rinascita "reale". Fino all'interruzione - con quattordici anni di anticipo - del contratto con il concessionario privato che avrebbe dovuto gestire il bene per vent'anni dalla sua riapertura. E un futuro incerto all'orizzonte con le porte della Reggia di Monza che rischiano di restare chiuse ancora a lungo.

Per venerdì 15 gennaio è stata fissata la riconsegna delle chiavi del complesso da parte del gestore e all'interno della Reggia da giorni è in atto un vero e proprio "trasloco", con l'imballaggio di arredi che potrebbero finire all'asta. Non si tratta però di arredi storici - ha precisato lo stesso sindaco di Monza Dario Allevi - ma di pezzi pregevoli disegnati appositamente per la storica Villa dall'archistar Michele De Lucchi in occasione della sua riapertura. I cartelli, le indicazioni per le esposizioni, scaffali, poltroncine e persino la cucina con l'attrezzatura professionale del ristorante preso in gestione da Vicook della famiglia Cerea dovranno lasciare gli spazi e i saloni della Reggia che da dopo il primo lockdown - ad eccezione degli appartamenti del re Umberto e della regina Margherita, in gestione al Consorzio - non aveva più riaperto al pubblico.

Il sindaco: "Nessun arredo storico uscirà dalla Villa"

"Nelle ultime ore sta crescendo la preoccupazione sulle sorti della nostra Villa Reale" aveva scritto qualche giorno fa il sindaco nell'ultimo intervento sui social sul tema in seguito alle polemiche suscitate dalla pubblicazione di un articolo di una testata online dai toni definiti "allarmistici".

"Da parte mia confermo che stiamo lavorando per tornare in possesso delle chiavi e degli spazi: venerdì prossimo 15 gennaio è fissato l'incontro decisivo e subito dopo spiegherò nei dettagli tutto quello che è successo negli ultimi mesi e quello che abbiamo intenzione di fare per riaprire quanto prima (emergenza sanitaria permettendo) le porte del nostro gioiello al pubblico. Tranquillizzo comunque che nessun arredo storico uscirà dalla Reggia, nel frattempo per quanto riguarda le utenze i tecnici stanno lavorando sui nuovi contratti".

Bollette e fatture non pagate, la vicenda finisce in tribunale

“La situazione è andata aggravandosi negli ultimi mesi, a fronte del fatto che il Concessionario Nuova Villa Reale Monza S.p.a., società controllata da NA.GEST – Navarra Gestioni, a cui sono stati contestati diversi inadempimenti relativi alla gestione del bene, ha ribadito l’intenzione di interrompere l’attività di gestione del corpo centrale della Villa Reale” aveva precisato il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza in una nota nei giorni scorsi. Tra le inadempienze di gestione contestate anche il mancato pagamento di servizi - tra cui la vigilanza - e le bollette con le fatture scoperte relative al teleriscaldamento e un debito complessivo di 100mila euro. “I danni subiti dal Consorzio per la condotta del concessionario saranno contestati e discussi nelle opportune sedi giudiziarie a cui si ricorrerà anche per recuperare i mancati incassi del Consorzio dovuti al rifiuto del Concessionario di pagare quanto contrattualizzato a suo carico” spiegano dalla Reggia.

Secondo quanto dichiarato il concessionario si sarebbe rifiutato anche di trasmettere i documenti contabili previsti dal contratto per consentire al Consorzio di verificare la congruità dei prezzi di alcuni arredi e attrezzature che avrebbero potuto essere rilevate. “In assenza dei documenti è chiaro che, a tutela del denaro pubblico, il Consorzio non potrà acquistare alcun bene” conclude la nota. E così gli arredi da Monza partiranno alla volta di un deposito e le stanze della storica residenza degli Asburgo torneranno quasi vuote. E tutta un'altra storia, questa volta si spera a lieto fine, sarà da scrivere.

"Preoccupazione e solidarietà ai lavoratori", la lettera

"Le Associazioni Culturali e i Comitati Cittadini di Monza deplorano la grave situazione in cui versa la Villa Reale di Monza per la decisione unilaterale del concessionario di recedere dal contratto" si legge nella lettera congiunta firmata da oltre una decina di associazioni culturali monzesi che "manifestano la concreta  preoccupazione che la chiusura della Villa Reale possa portare a un suo  inesorabile degrado".

"Esprimono solidarietà ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Auspicano che il  Sindaco e il Direttore del Consorzio mettano in campo tutte le energie perché la Villa Reale venga restituita alla fruizione dei cittadini come bene comune e patrimonio culturale e artistico di rilevanza internazionale. Dichiarano la loro disponibilità a collaborare alla rinascita e a una nuova stagione della Villa e del Parco Reale di Monza". Tra i firmatari anche l'Associazione Amici dei Musei di Monza e Brianza, il Comitato per il Parco Antonio Cederna e il Comitato La Villa Reale è anche mia.

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