"Non cresce la linea dei contagi, sta per iniziare la discesa", Fontana fa il punto sui dati

Il governatore della Lombardia in conferenza stampa venerdì mattina ha rilasciato dichiarazioni in merito ai numeri dell'emergenza sanitaria in corso e ha confermato l'aumento del numero di tamponi processati

Il governatore Attilio Fontana in conferenza stampa

Più tamponi processati, oltre cinquemila al giorno. E l'avanzata dei contagi che presto - si spera - inizierà la sua parabola discendente. Traspare ottimismo dalle parole del governatore della Lombardia Attilio Fontana che venerdì in tarda mattinata ha parlato durante la consueta conferenza stampa per tracciare un primo bilancio giornaliero sui numeri legati all'emergenza Covid-19. 

"La linea dei contagi non sta crescendo e sta per iniziare la discesa" ha detto Fontana che ha anche spiegato che "c'è stato un processamento maggiore di tamponi e stiamo assistendo a una riduzione dei contagi. Questo è la dimostrazione che evidentemente bisogna fare la media di almeno 5 giorni per avere una visione più ampia. E la visione ci conferma che quello di ieri è stato un episodio particolare".

Tamponi, ora anche con un solo sintomo

L'aumento del numero di tamponi effettuati è legato alla nuova strategia indicata dallo stesso Istituto Superiore di Sanità ha chiarito Fontana: "Fino a qualche giorno fa bisognava essere polisintomatici, cioè avere almeno due sintomi su tre, adesso basta anche un solo sintomo" ha sottolineato il presidente di Regione Lombardia rispondendo a una domanda relativa all'aumento dei test per verificare la positività al Covid-19. La media giornaliera di tamponi processati (e quindi analizzati in laboratorio) adesso si attesta su oltre 5mila al giorno.

"Dobbiamo essere autosufficienti con la produzione di mascherine"

Durante la conferenza stampa il governatore ha affrontato anche il tema delle mascherine: "Il Politecnico di Milano è riuscito a individuare il tessuto più adatto per realizzare sia mascherine che camici. La produzione delle mascherine è già iniziata ma dobbiamo andare verso una autosufficienza produttiva — ha sottolineato Fontana —. Per quanto riguarda i camici, invece, è stato individuato il tessuto più adatto e Armani si è offerto per realizzare una fornitura".

In Brianza 163 nuovi contagi 

Oltre centosessanta nuovi casi di contagio in un giorno e ora a Monza e in Brianza si contano 1750 persone positive al Covid-19 di cui 308 nel solo capoluogo brianzolo. Questi gli ultimi dati resi noti dalla Regione nel pomeriggio di giovedì 26 marzo. La situazione era stata annunciata nel primo pomeriggio dal governatore Attilio Fontana: "I numeri di oggi, purtroppo, non sono molto belli. Il numero dei contagiati è aumentato un po' troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi. Speravamo che non si dovesse verificare nessun tipo di aumento di questo genere".

In Lombardia i casi totali sono aumentati arrivando a quota 34.889 (+2.543 in una sola giornata). Sono aumentate anche le persone ricoverate: +655 in una sola giornata arrivando a quota 10.681, 1.263 di queste si trovano in terapia intensiva. Si sono registrati anche 387 morti in più, ma ci sono state anche più persone guarite. 

"In Lombardia crescono in maniera significativa coloro che sono guariti dal Covid-19. I pazienti dimessi dagli ospedali sono arrivati a quota 7.839 con una crescita di 1.501 in un giorno" ha detto l'assessore Gallera in conferenza stampa. Analizzando il numero di tamponi eseguiti emerge che tra mercoledì e giovedì 26 marzo sono stati eseguiti 6047 tamponi. Nell'ultima settimana (dal 19 al 26 marzo) i tamponi effettuati sono stati 38.730, circa 5.500 al giorno.

"I numeri non rappresentano le nuove infezioni ma le nuove diagnosi — ha spiegato Carlo Federico Perno, responsabile del Laboratorio di medicina del Niguarda —. Persone che si sono infettate circa 7 o 14 giorni fa. A un aumento delle diagnosi è aumentato anche il numero dei tamponi". 

A Monza 308 nuovi casi

Nel capoluogo si registrano 308 casi di positività, con un notevole aumento di monzesi contagiati dal virus. "A Monza i contagi sono risaliti in maniera preoccupante toccando quota 308. Abbiamo cercato di approfondire il dato con le autorità sanitarie, che ipotizzano come causa un maggior numero di tamponi eseguiti: per questo avrà grande importanza seguire l'evoluzione dei prossimi giorni e comprendere così il trend del virus" ha scritto il sindaco Dario Allevi in un post su Facebook.  "Lo so, è una dura battaglia, ma per farcela serve il contributo di tutti: #nonmolliamo #proteggiAMOci" ha concluso.

La curva a Monza e in Brianza

Come cambia la curva del contagio in Lombardia

Negli ultimi giorni in Lombardia si stanno intravedendo gli effetti delle misure varate dal governo e dalla Regione: la percentuale di nuovi contagiati (anche se cresciuta nella giornata di giovedì 26 marzo) sta lentamente scendendo rispetto a inizio mese. Ciò non vuol dire che non ci sono nuovi casi ma che il virus, seppure in crescita, sta procedendo meno rapidamente rispetto alle scorse settimane.

Nuovo modello autocertificazione

Il ministero dell'Interno ha redatto un nuovo modello per giustificare gli spostamenti all'interno delle aree di sicurezza istituite per il coronavirus. Il nuovo documento è stato pubblicato nella giornata di giovedì 26 marzo (Qui è possibile scaricarlo).

Diminuiscono gli spostamenti

Solo il 36% dei lombardi si muove sul territorio regionale. Un dato positivo quello che arriva dal monitoraggio quotidiano delle celle telefoniche, comunicato dal vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala. "Secondo gli ultimi rilevamenti effettuati sulla giornata del 25 marzo - spiega il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala - i numeri mostrano una significativo calo". "Siamo al 36% degli spostamenti - sottolinea Sala - e il dato ci conforta perché ci fa capire che i lombardi continuano ad attenersi alle rigide, ma fondamentali, restrizioni che abbiamo dovuto adottare per contenere il diffondersi del contagio". 

Dopo lo scorso weekend in cui i numeri sono scesi sensibilmente, vista la chiusura di tutte le attività - tranne farmacie e alimentari - a inizio settimana si è registrato un 37% lunedì per poi calare di un punto percentuale nelle giornate di martedì e mercoledì. "Le chiusure di diverse aziende e uffici hanno contribuito a far abbassare il numero totale degli spostamenti - dice il vicepresidente Sala - e, certamente, è sotto gli occhi di tutti la scrupolosa attenzione di tutti per evitare di uscire di casa per futili motivi".

Coronavirus, i contagi nelle province Lombarde

La provincia lombarda in cui si registrano più casi di Coronavirus nella giornata di giovedì 26 marzo è Bergamo (7548), seguono Brescia (6931) e Milano (6922). Successivamente ci sono Cremona (3370), Lodi (1968), Monza e Brianza (1750), Pavia (1685), Mantova (1250), Lecco (1159), Como (762), Varese (502) e Sondrio (325).

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