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La Lombardia rischia la zona gialla prima di Natale?

Tutte le regioni italiane, secondo Bertolaso, sono a rischio entro dicembre

Monza e la Lombardia in zona gialla? Se sì, da quando? Mentre sta per debuttare il Super Green Pass, molte Regioni rischiano la zona gialla e qualcuna anche la zona arancione entro la fine del mese. Il Friuli pensa a salvare la stagione turistica anche in zona arancione. La Lombardia - dove i contagi e i ricoveri sono ormai in costante aumento - teme il passaggio proprio per le festività natalizie. La Lombardia ha visto un netto incremento di casi e di ricoveri negli ultimi giorni: è al 6% di rianimazioni occupate ma già al 12% nei reparti ordinari. 

Quali Regioni rischiano la zona gialla o la zona arancione nei prossimi 45 giorni, ovvero fino alla fine della validità del decreto che introduce il Green Pass rafforzato? Da lunedì 6 dicembre l'Alto Adige raggiunge il Friuli Venezia Giulia in zona gialla. Per i cittadini cambierà poco perché l’obbligo di mascherina all’aperto, previsto in zona gialla, era già stato ripristinato insieme a quello di indossare una Ffp2 sui mezzi pubblici in provincia di Bolzano. Marche e Calabria sono le principali candidate a finire in zona gialla dal 13 dicembre, mentre gli occhi sono puntati su Veneto, Lazio e Lombardia. Se la crescita dei ricoveri continuerà nella prima metà di dicembre, il primo cambio colore diventerà inevitabile anche nelle tre grandi Regioni che da sole hanno 20 milioni di abitanti in tutto, un terzo della popolazione nazionale.

Non si può escludere che l'Italia intera, Lombardia compresa, sotto Natale sia in zona gialla. A dirlo è stato anche il consulente della Regione Guido Bertolaso. "Alcune regioni - ha detto il responsabile della campagna vaccinale lombarda ai microfoni di Radio 105, ospite del programma 105 Kaos - diventeranno gialle perché stanno superando i limiti che sono stati individuati non solo dal Governo, ma in collaborazione con le regioni. Quindi non si può escludere che magari prima di Natale tutta Italia sia diventata gialla".

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I colori delle Regioni in Italia

Veneto in zona gialla? Per il presidente della Regione Luca Zaia "se si continua così, con i numeri di questi giorni" ci finisce "nel giro di due-tre settimane". "E dopo c'è l'arancione ed il rosso, e con il rosso, ricordo, si chiude tutto. Quindi, se non facciamo attenzione rischiamo 'di farci male' ", è l'allarme lanciato in conclusione del suo intervento in Consiglio regionale, in cui ha spiegato che "la giustificazione non può essere che i vaccini non funzionano, perché non è così: i vaccini funzionano e lo stanno dimostrando".

Il punto è che le misure da zona gialla ormai sono talmente poco impattanti che un eventuale aumento dei ricoveri in zona gialla, se continua per settimane, porta le Regioni in zona arancione. È evidente in primis ai presidenti di Regione, che mettono le mani avanti.

"In zona arancione si potrà praticare lo sci", assicura Massimiliano Fedriga, presidente della Regione Fvg e del la Conferenza delle Regioni, preoccupato di salvare la stagione turistica invernale ormai alle porte. L'opportunità è data a chi ha il green pass rafforzato, a seguito dei vaccini o della guarigione dal covid. "La scelta che abbiamo fatto come Regioni di individuare le nuove zone legate al green pass rafforzato sono state indirizzate a dare garanzie alle imprese, alla ricezione, alla ristorazione, a tutto ciò che è legato al turismo invernale ma non solo, affinché possano avere una prospettiva che non sia un cambio di zone improvviso che avrebbe compromesso totalmente la stagione invernale. Grazie alle nuove zone, in area arancione gli impianti da sci rimarranno aperti".

Con il sistema a colori combinato con il nuovo Super Green Pass, "grazie a queste zone, che il Governo ha recepito nell'ultimo decreto, non ci saranno limitazioni. Si potrà fare, in zona arancione, quello che si potrà fare in zona bianca e in zona gialla, per chi - ha precisato Fedriga - ha il vaccino o ha superato la malattia. Penso che si tratti di un cambio di passo importante. le Regioni sono state protagoniste in questa proposta e quindi ribadisco che le nuove misure garantiscono maggiori aperture. L'alternativa era la chiusura e mettere in ginocchio un comparto che aveva già sofferto moltissimo".Il discorso va ampliato e non riguarda solo lo scii e gli sport sulla neve. In zona arancione, i ristoranti e i bar rimarranno aperti, ma negli spazi al chiuso potranno entrare soltanto i vaccinati o i guariti. Non si applicheranno le riduzioni delle capienze per gli stadi, i palazzetti dello sport, i cinema e i teatri. Insomma, cambia molto poco.

La zona gialla scatta quando l'incidenza è superiore a 50 casi ogni 100mila abitanti (e oggi solo due regioni hanno una incidenza al di sotto della soglia, Basilicata e Puglia), l'occupazione delle terapie intensive oltrepassa il 10% e quella delle aree mediche il 15%. La zona arancione viene stabilita invece con un'incidenza di oltre i 150 casi ogni 100mila abitanti e se al contempo la soglia delle terapie intensive oltrepassa il 20% con i reparti ordinari al 30%. Per entrare in zona rossa invece all'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti devono abbinarsi un tasso di occupazione dei posti letto superiore al 40% in area medica e al 30% in terapia intensiva. Va però evidenziato come dal 6 dicembre il decreto Super Green Pass equipari di fatto zona bianca e zona gialla. Quindi il cambio di colore delle Regioni per i prossimi 40 giorni è meno impattante che in passato sulla vita degli italiani. Anche in zona arancione non ci sarebbero di fatto chiusure per coloro che hanno il Super Green Pass.

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