Coronavirus, in Lombardia oltre tre nuovi positivi al minuto: e Milano è la maglia nera

La situazione è precipitata: le nuove misure non bastano e gli ospedali sono in affanno

Repertorio

Dopo la mini pausa estiva il coronavirus è tornato prepotentemente ad essere un'emergenza a Milano, in Lombardia e in tutta la nazione. I numeri del bollettino sul covid 19 di venerdì 23 ottobre sono molto preoccupanti. Basti pensare che i quasi 5mila casi in Lombardia equivalgono statisticamente a tre casi e mezzo di nuovi pazienti positivi al minuto. Un dato che fa impressione già così ma che purtroppo è destinato a peggiorare se si guarda il trend delle ultime settimane. 

È così, dunque, nelle ultime 24 ore in Lombardia si  sono scoperti 3,4 casi positivi al minuto. Per un totale di 4.916. Di questi, 2.399 sono stati scoperti nella sola provincia di Milano: che equivalgono a 1,6 al minuto. Numeri che fanno comprendere chiaramente che i provvedimenti presi - il coprifuoco notturno, la chiusura dei centri commerciali e negozi nel fine settimana, lo stop allo sport e la didattica (forse) a distanza - non bastano a fermare l'onda della pandemia.

Bollettino coronavirus in Lombardia 23 ottobre 2020-2

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Coronavirus, il lockdown non sembra tanto lontano

Lo hanno in qualche maniera annunciato i vertici sanitari regionali. Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale Sacco, ha detto per esempio che "a marzo la battaglia di Milano fu evitata grazie alla relativa tempestività del lockdown. Ma adesso stiamo per averla, perché l’infezione dilaga. Ora a Milano la gente è suscettibile ad infettarsi, il timore che l’infezione dilaghi è reale ed è testimoniato da quello che vediamo negli ospedali". 

Video: la testimonianza di un infermiere del Niguarda

E questo punto lo spiega molto bene Andrea Gori, primario di malattie infettive del Policlinico di Milano: "Nel giro di tre giorni è cambiato completamente il tipo di paziente covid che si presenta nei pronto soccorso di Milano. In maniera molto rapida abbiamo osservato un peggioramento della gravità dei malati che arrivano negli ospedali. E, fra quelli che vengono ricoverati, diversi hanno bisogno di un supporto importante in termini di ossigenoterapia. Per capirci hanno bisogno del casco Cpap, non solo di un po' di ossigeno, perché presentano un'insufficienza respiratoria grave". Non a caso è stato riaperto l'ospedale costruito per affrontare il coronavirus durante la prima ondata, quello in Fiera.

Il livello dell’epidemia, come ha spiegato l'Ats Città Metropolitana di Milano al sindaco Beppe Sala, è tale che il sistema di tracciamento e le politiche di tamponamento, pur importanti per poter prendere in carico i pazienti che potranno avere bisogno di cure, non sono più strumenti in grado di contenere la diffusione dei contagi, legati alla ripresa delle attività sociali.

Il rischio zona rossa e gli appelli a stare a casa

Lo hanno capito anche ai piani alti di Comuni e Regioni. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, per esempio lo ha detto con chiarezza parlando di un possibile lockdown: "Se con i provvedimenti che stiamo assumendo e che abbiamo assunto in questi giorni il contagio dovesse rallentare, non necessariamente fermarsi, ma rallentare, si potrebbe probabilmente evitare. Se l'impennata dovesse continuare può darsi che si preda un provvedimento diverso". 

"Sono preoccupato con attenzione, è un film che abbiamo già visto e dobbiamo controllare che la situazione non diventi troppo grave - ha proseguito Fontana - e bisogna avere la collaborazione da parte di tutti i nostri cittadini. Io credo si debba chiedere ai nostri cittadini ancora un grande sforzo".

Il governatore chiede "ancora la disponibilità a rispettare certe regole, a rispettare certe limitazioni della propria libertà e della propria vita e che non fanno piacere a nessuno e che non è giusto che vengono applicate. Ma in una situazione drammatica dobbiamo purtroppo accettare anche delle regole che non sono giuste. Lo chiedo con il cuore in mano e la coscienza che i nostri cittadini hanno dato una risposta eccellente nella prima ondata. Chiedo loro questo sacrificio".

In particolare un appello il governatore lo rivolge "alle persone più fragili, più anziane a chi ha patologie, in questi giorni queste persone devono fare qualche sacrificio e devono cercare di uscire il meno possibile. Devono rimanere in casa il più possibile, isolate il più possibile. Questo è un passaggio fondamentale". 

Se tutte queste misure non dovessero bastare, ma lo si capirà nel giro di pochi giorni, l'unica soluzione sarà quella di incrementare le misure anti contagio. E, come insegnano gli esempi di altre nazioni che stanno attraversando la furia della seconda ondata, l'unica strada percorribile in quel senso è il lockdown.

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