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Cinema, concerti e spettacoli ai tempi del virus: Regione Lombardia punta sul drive-in

Un'ipotesi su cui Regione Lombardia sta lavorando nell'ambito del piano di rilancio delle attività nella Fase 2

Il "ritorno" al drive-in. Questa la ricetta di Regione Lombardia per far ripartire - con le dovute misure di sicurezza per contenere il contagio - anche l'industria dell'intrattenimento, dai cinema agli spettacoli.

La Lombardia punta sul drive-in per i cinema, con il maxi schermo e gli spettatori distanziati, ognuno nella propria auto, e per le manifestazioni e i concerti. Un'idea che al momento è solo una delle ipotesi su cui Regione Lombardia sta lavorando nell'ambito del piano di rilancio delle attività nella Fase 2.

"All'interno delle riflessioni sulla 'Fase2', che la Lombardia ha ribattezzato 'ritorno alla nuova normalita'', ho proposto di incentivare i drive-in per i cinema e per altre manifestazioni come i concerti" ha spiegato l'assessore regionale allo Sport e ai Giovani, Martina Cambiaghi. "Mi confronterò con l'assessore alla Cultura Galli per ampliare l'offerta culturale, includendo per esempio gli spettacoli teatrali".

Mercati: distanza, misurazione della febbre e "Covid manager"

Una distanza di almeno tre metri tra le bancarelle, mascherine e guanti sia per gli esercenti che per i clienti, transenne e misurazione della temperatura. Questo il nuovo scenario pensato per l'ipotetica riapertura dei mercati alimentari nelle città durante la fase 2 dell'emergenza Covid. I primi cittadini delle città capoluogo lombarde sono stati chiamati a individuare un'area dove dare avvio alla sperimentazione che dovrà avvenire nel pieno rispetto delle linee guida regionali delle '5D': distanziamento, dispositivi di protezione, digitalizzazione, diagnosi e diritti.

"Si prevedono distanze di tre metri tra le bancarelle, oltre al metro tra persona e persona, transenne a perimetro del mercato, misurazione della temperatura, obbligo di guanti e mascherine sia per il personale, sia per il pubblico" si legge nella nota diffusa da Regione Lombardia da cui arriva anche la proposta del 'Covid Manager', una figura individuata dal comune per assistere clienti ed esercenti nello svolgersi dell'attività mercatale, a partire dal rispetto delle distanze e delle altre precauzioni di sicurezza.

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