Coronavirus, calano ricoveri e morti ma il contagio non si ferma: 55 nuovi casi in Brianza

Per la Regione, in totale il numero di positivi al Covid-19 sale a 71.256, con + 1.091 rispetto a giovedì. Sono 55 i nuovi positivi a Monza e Brianza

L'emergenza coronavirus non è ancora rientrata in Lombardia e nemmeno a Monza e Brianza. Venerdì 24 aprile il numero totale dei positivi è salito a 71.256, con +1.091 nuovi casi rispetto a giovedì, a fronte di 11.583 tamponi effettuati (sono 314.298 dall'inizio dell'epidemia). Il totale dei pazienti Covid-19 a Monza e Brianza invece è ora di 4.372 unità, con un incremento di 55 nuovi positivi. I decessi in regione sono stati 166 nelle ultime 24 ore: per fortuna in calo rispetto al giorno prima, quando erano stati +200. Meno anche i pazienti nelle terapie intensive, che sono 756, 34 in meno di giovedì. Questo l'aggiornamento relativo all'emergenza sanitaria fornito nel tardo pomeriggio di venerdì da Regione Lombardia.

covid-2-2

(L'emergenza in Lombardia)

I contagi a Monza e Brianza

Il contagio purtroppo non si ferma nemmeno a Monza e in Brianza. Nella giornata di venerdì i casi positivi sono saliti a 4.372 positivi, con un + 55 nell'ultima giornata. Giovedì 23 aprile l'incremento invece era stato di 64 unità. 

La situazione nelle altre province lombarde

Oltre a Milano, che è in assoluto la provincia più colpita, il contagio continua a interessare tutta la Lombardia. A Bergamo ci sono 11.002 positivi (+56), a Brescia 12.475 (+167), a Como 2.871 (+107), a Cremona 5.867 (+60), a Lecco 2.149 (+17), a Lodi 2.836 (+3), a Monza Brianza 4.372 (+55), a Mantova 3.057 (+35), a Pavia 3.991 (+117), a Sondrio 1.088 (+32) e a Varese 2.376 (+36).

aggiornamento province 23 aprile-3

(I casi delle altre province lombarde)

Vimercate, terapia intensiva si svuota e chiude reparto

Un messaggio di vittoria, di speranza che arriva dall'ospedale di Vimercate dove si è svuotato uno dei reparti di terapia intensiva adibiti ai pazienti Covid con la conseguente chiusura. “E’ un buon segnale”, spiega Giorgio Gallioli, Direttore della struttura di Anestesia e Rianimazione. Covid 3, una delle tre aree di rianimazione e terapia intensiva dell’Ospedale di Vimercate dedicate, allestite e attivate per i malati per coronavirus chiude.

L’Unità di Crisi dell’ASST ha deciso, infatti, di concentrare i posti di terapia intensiva per Covid positivi in due aree, con una dotazione complessiva di 14 letti: attualmente ne sono occupati 12. Da metà marzo sino a qualche giorno fa erano 22, tutti occupati e per diverse settimane.Complessivamente, dai primi di marzo, periodo in cui è stato ricoverato per un trattamento intensivo il primo malato covid positivo, sono stati 65 i pazienti presi in carico e assistiti dai clinici e dagli infermieri della Terapia Intensiva: perlopiù maschi (il 70%) e over 60 anni.

Sanificazione dei parchi a Monza

In attesa della fine del lockdown si lavora per costruire la nuova normalità e preparare la città alla Fase 2. Ancora non è chiaro che cosa succederà da lunedì 4 maggio in Lombardia e nel capoluogo brianzolo ma Monza si farà trovare pronta quando i cittadini potranno nuovamente uscire di casa. E in vista delle prossime riaperture oltre alla sanificazione delle strade e dei marciapiedi in città è partita anche la pulizia intensiva delle aree verdi. 

Nella giornata di venerdì l'Impresa Sangalli ha avvisato alcuni servizi di sanificazione per le aree verdi della città di Monza che proseguiranno nei prossimi giorni secondo un piano concordato con l'amministrazione comunale. "Normalità significa anche poter tornare a riappropriarsi di parchi e giardini in tutta sicurezza, spiega il Sindaco Dario Allevi. Stiamo lavorando per riconsegnare ai nostri bambini e alle loro famiglie aree verdi e aree bimbi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili. L’auspicio è che le voci, le risate e le corse dei bambini in questi luoghi ci possano presto dire che, finalmente, l’emergenza è teminata". 

Cinema e concerti: ipotesi drive-in

Il "ritorno" al drive-in. Questa la ricetta di Regione Lombardia per far ripartire - con le dovute misure di sicurezza per contenere il contagio - anche l'industria dell'intrattenimento, dai cinema agli spettacoli. La Lombardia punta sul drive-in per i cinema, con il maxi schermo e gli spettatori distanziati, ognuno nella propria auto, e per le manifestazioni e i concerti. Un'idea che al momento è solo una delle ipotesi su cui Regione Lombardia sta lavorando nell'ambito del piano di rilancio delle attività nella Fase 2.

Nuove regole per shopping, ristoranti ed estetica

Solo un cliente alla volta nei negozi più piccoli, gel disinfettanti all'ingresso dei punti vendita e parrucchiere solo su appuntamento. Ecco come cambia la città del dopo emergenza. Nei punti vendita più piccoli si potrà entrare solo uno alla volta, mentre nei grandi magazzini verrà installato un contapersone all'ingresso. Nei saloni dei parrucchieri e nei centri estetici il rapporto operatore-cliente potrà essere soltanto uno a uno.

Anche Monza al tavolo per il rilancio economico

Monza, e la Lombardia intera, vogliono rialzarsi. E si lavora per programmare le azioni in vista della ripresa e del “piano di riapertura” per l’avvio della cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza Covid-19. Anche la città di Monza partecipa al Tavolo di confronto per il rilancio dell’economia istituito da Regione Lombardia insieme alle principali associazioni di categoria invitate dalla Regione tra cui Confindustria, ConfCommercio, Unione Artigiani, ConfEsercenti, FederCulture, oltre ad alcuni rappresentanti del mondo accademico di Liuc e Bocconi e di ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani. Al fianco della Regione – presente con gli Assessori Raffaele Cattaneo e Alessandro Mattinzoli - anche il Comune di Monza, rappresentato dall’Assessore allo Sviluppo del Territorio Martina Sassoli.

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“L’analisi emersa è assolutamente unanime – spiega l’Assessore - Una gran voglia di ripartire all’insegna di un duplice binario: sicurezza e liquidità. La prima per garantire a tutti misure di precauzione in grado di assicurare la tutela dei lavoratori e degli utenti. Da questo punto di vista non sorprende la flessibilità con cui gli operatori economici si siano resi disponibili a mettere in campo tutte le misure idonee ad affrontare la Fase 2”. La richiesta concreta, in questo senso, è quella di incentivare la spesa corrente delle famiglie su settori strategici come l’edilizia, l’automotive e gli elettrodomestici, veri e propri cluster produttivi cari alla Lombardia e al Sistema Italia.

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