Coronavirus, 198 nuovi casi a Monza e Brianza: in Lombardia oltre 37mila contagi

Si aggrava anche il numero dei decessi: 541 morti in un giorno. Oltre 8mila le persone dimesse. Il messaggio di speranza del giornalista brianzolo Carlo Gaeta

E' salito a 37.298 il numero delle persone positive al Covid-19 nella giornata di venerdì 27 marzo. Il numero è aumentato di 2.409 unità rispetto al dato comunicato con il bilancio di giovedì, crescita che ha coinvolto anche quello dei pazienti in ospedale: 11.137 persone e 1.292 in terapia intensiva, con 29 persone in più. Aumentano anche le persone dimesse che sono 8.001. Ancora pesante invece il bilancio relativo ai decessi: 541 solo nelle ultime 24 ore e 5.402 persone dall'inizio dell'emergenza.

Il contagio a Monza e Brianza

Rispetto ai dati resi noti giovedì il numero dei casi di positività al Covid-19 a Monza è aumentato di 31 unità, per un totale di oltre trecento contagi (339). Il numero dei contagi sul territorio di Monza e Brianza invece ammonta a 1948 pazienti accertati. 

I numeri nelle province lombarde

Il numero dei contagi a Bergamo ha superato le 8mila unità, con un totale di 8.060 casi, 602 in più rispetto a giovedì. A Brescia i pazienti Covid-19 sono 7.304 (+374), Como 816 (+54), Cremona 3.496 (+126), Lecco 1210 (+51), Lodi 2.006 (+38). A Monza e Brianza 1948 (+198), 7.469 nell'area metropolitana di Milano (+754), Mantona 1398, 1712  a Pavia (+12), 362 (+37) a Sondrio e 711 (+209) a Varese.

Nelle città capoluogo di provincia: a Milano città 3009, Brescia 1123, Bergamo 994. A Monza, come detto sopra, i casi sono aumentati di 31 unità - ha spiegato Gallera - per un totale di 339 contagi, +31 a Cremona, + 6 Lodi.  

Il messaggio di speranza del giornalista brianzolo

La conferenza stampa di Regione Lombardia venerdì pomeriggio si è aperta con un videomessaggio da un ospedale lombardo. Da Legnano il giornalista brianzolo Carlo Gaeta ha testimoniato la sua dura battaglia contro il coronavirus. 

"Spero di essere un piccolo esempio di speranza. Sono arrivato all'ospedale di Erba in condizioni disastrate, poi sono stato trasportato a Legnano. Qui l'assistenza è ottima direi commovente, supporto da parte di tutti che riescono a regalare un sorriso a tutti noi. Si può sconfiggere il virus: non è facile, la battaglia è dura".

Cosa sono le USCA: al via le visite dell'unità speciale

In diverse zone, tra cui Bergamo e l'area del Pavese, sono già operative. Da martedì le USCA - le Unità Speciali di Continuità Assistenziale lavoraranno anche in altre province lombarde. Si tratta di personale che, su indicazione dei medici di medicina generale, si occuperà di visitare a domicilio pazienti. "Due o tre medici" ha speigato lo stesso Gallera "faranno tra le sei e le dieci visite a domicilio giornaliere su indicazione del medico su pazienti problematici". Procede inoltre il lavoro di reclutamento e organizzazione di aree e hotel dove sarà possibile effettuare la quarantena in presenza di criticità domestiche. "Rafforziamo in maniera significativa le attività sul territorio per prenderci cura di tutte le persone che hanno condizioni da tenere monitorate" ha spiegato l'assessore.

Tamponi, ora anche con un solo sintomo

Oltre 5mila tamponi processati ogni giorno in Lombardia. L'aumento del numero di tamponi effettuati è legato alla nuova strategia indicata dallo stesso Istituto Superiore di Sanità ha chiarito il presidente Fontana nella tarda mattinata di venerdì durante la conferenza per fare il punto sull'emergenza in atto: "Fino a qualche giorno fa bisognava essere polisintomatici, cioè avere almeno due sintomi su tre, adesso basta anche un solo sintomo" ha sottolineato il presidente di Regione Lombardia rispondendo a una domanda relativa all'aumento dei test per verificare la positività al Covid-19. La media giornaliera di tamponi processati (e quindi analizzati in laboratorio) adesso si attesta su oltre 5mila al giorno.

"Dobbiamo essere autosufficienti con la produzione di mascherine"

Durante la conferenza stampa il governatore ha affrontato anche il tema delle mascherine: "Il Politecnico di Milano è riuscito a individuare il tessuto più adatto per realizzare sia mascherine che camici. La produzione delle mascherine è già iniziata ma dobbiamo andare verso una autosufficienza produttiva — ha sottolineato Fontana —. Per quanto riguarda i camici, invece, è stato individuato il tessuto più adatto e Armani si è offerto per realizzare una fornitura".

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