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Coronavirus, come mai il numero dei nuovi positivi in Lombardia è ancora così "alto"?

A spiegare - con una nota - come interpretare il dato relativo ai nuovi positivi è stato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. Tanti i tamponi effettuati a seguito di test sierologici privati positivi

Sono stati oltre ducentocinquanta (259) i nuovi positivi registrati a fronte di 6.637 tamponi tra domenica e lunedì in Lombardia. Un dato che ha portato il rapporto tra test effettuati e contagi a salire al 3,9%, cifra che è tra le più alte degli ultimi giorni. Sull'argomento è intervenuto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera che ha spiegato che relativamente alla giornata di lunedì tra i nuovi positivi rientrano anche i risultati dei tamponi effettuati a seguito di test sierologici (108), su operatori sanitari e su 17 ospiti di Rsa.

Come leggere il dato dei nuovi positivi

"La maggior parte dei casi - ha spiegato l'assessore Gallera - risulta essere 'debolmente positivo'. Questo elemento evidenzia la presenza di anticorpi e di tracce del virus, la cui insorgenza risale pero' alle settimane precedenti. Regione Lombardia ha deciso di avviare una massiccia campagna di screening con prelievi ematici a cittadini in quarantena, contatti di sintomatici, operatori sanitari, forze dell'ordine, personale dei tribunali. In caso di test sierologico positivo, come da procedura, segue un tampone di controllo il cui risultato rientra poi nelle statistiche ufficiali.

Per quanto riguarda invece i tamponi vengono eseguiti sui cittadini che si rivolgono al servizio di emergenza urgenza, ai pazienti in fase di ricovero, a coloro che manifestano sintomi anche lievi, e ai loro contatti, segnalati alle ATS dai medici di base o dai datori di lavoro.

"L'ampliamento della platea delle persone alle quali stiamo eseguendo il tampone, quindi - ha concluso Gallera - determina un maggior numero di positivita' che nella maggior parte dei casi non è legata a nuove insorgenze. Questo vasto sistema di screening serve proprio per prevenire e monitorare eventuali situazioni critiche, che al momento gli esperti delle ATS non evidenziano, soprattutto se si considera il fatto che siamo a un mese dal termine del lockdown".

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