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Domenica, 3 Luglio 2022
Coronavirus

Green pass e mascherine, cosa cambia da domani

Il 31 marzo termina lo stato di emergenza. Le novità in vigore da venerdì 1 aprile

Il 31 marzo finisce lo stato di emergenza in Italia. E da venerdì 1 aprile, come riporta Today.it, inizia di fatto la fase di convivenza con il virus e l'allentamento di alcune misure restrittive, a partire dal green pass. 

I non vaccinati sospesi (tranne i medici) possono già rientrare al lavoro, e giovedì a mezzanotte partirà un mese di aprile con molte misure attenuate. Di fatto anche coloro che non si sono sottoposti alla vaccinazione covid torneranno a prendere i mezzi pubblici, potranno andare al cinema e allo stadio o nei ristoranti al chiuso con il solo tampone negativo. Tra un mese si dirà addio al green pass e all’obbligo di indossare mascherine (per quasi tutte le attività, non per le visite in ospedale e in Rsa). Cosa cambia da venerdì 1 aprile per il certificato verde, la quarantena, la scuola, i vaccini e le mascherine.

Green Pass: dove non servirà da domani

Il Green Pass base, quello che si ottiene con un tampone antigenico o molecolare negativo oppure dopo la guarigione, all'aperto dal 1° aprile non servirà più. Nessun controllo nei dehors di bar e ristoranti. Solo dal 1° maggio non servirà più Green Pass per mangiare nelle mense, per i concorsi pubblici, per i corsi di formazione, per i colloqui con i detenuti e per gli stadi (che dal prossimo weekend tornano finalmente a piena capienza) o per tutti gli altri eventi sportivi all'aperto.

Il Super Green Pass, il certificato rafforzato in mano, oggi come oggi, a chi è guarito da non più di sei mesi e a chi è in regola con le vaccinazioni, fino al 1° maggio a qualcosa servirà ancora. Serve infatti per consumare al bar seduti al chiuso o al ristorante al chiuso, ma non quelli dentro gli alberghi, dove si alloggia senza alcun pass. Il Super Green Pass dal 1 al 30 aprile è necessario in tutta Italia per andare in palestra, piscina, centri benessere, per svolgere attività sportive al chiuso, per partecipare a convegni e congressi, per frequentare centri ricreativi, per le serate in discoteca. Sarà richiesto fino a fine 2022 per entrare in ospedali e strutture per anziani.

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Quarantena e mascherine: cosa cambia da venerdì

Per la quarantena dei positivi al Covid regole e tempi restano invariati anche con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo. Lo precisano dal ministero della Salute dopo che un passaggio del decreto approvato dal governo due settimane fa lasciava aperti alcuni dubbi. Da venerdì l'unica novità riguarda i cosiddetti contatti stretti di positivi al Covid, che non dovranno più mettersi in quarantena: senza fare distinzioni tra chi ha fatto una, due, tre o nessuna dose, il decreto prevede che per tutti scatti solo l'autosorveglianza. Che consiste nel portare la mascherina. Alla prima comparsa dei sintomi bisognerebbe fare il tampone e ripeterlo dopo 5 giorni se si è ancora sintomatici. Molto, da mezzanotte in avanti, è demandato alla responsabilità dei singoli cittadini.

Chi ha avuto un contatto stretto con una persona contagiata, in sintesi, non dovrà fare alcuna quarantena ma dovrà indossare per 10 giorni la mascherina Ffp2 quando si trova al chiuso o all’aperto se ci sono rischi di assembramento. Fino ad ora questa regola valeva solo per coloro che hanno fatto tre vaccinazioni e con il nuovo decreto viene estesa a tutti, anche a chi non si è mai vaccinati contro il Covid. E chi invece risulta positivo al Covid, con o senza sintomi? Per quanto riguarda le persone contagiate sono valide le regole già fissate dal ministero alla Salute con una circolare. I vaccinati dovranno stare almeno 7 giorni in isolamento e i non vaccinati per 10. I sintomatici potranno fare il tampone non prima di tre giorni dalla fine delle manifestazioni del virus.

Cosa cambia per le mascherine

E con la mascherine? Al chiuso sono obbligatorie fino al 30 aprile. E' possibile, ma non assicurato, che dal 1 maggio non saranno più obbligatorie al chiuso. Si vedrà nella seconda metà di aprile. Intanto fino al weekend della Festa dei lavoratori restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Trasporti e mezzi pubblici: le nuove regole

Le novità sono sostanziali, dopo molti mesi di "stretta", per chi usa i mezzi pubblici di qualsiasi tipo. Per viaggiare su un treno ad alta velocità sarà necessario ancora il Super Green Pass? No. Tuttavia, ancora ancora per un mese, e cioè dal primo al 30 aprile, a tutti coloro che salgono su mezzi di trasporto nazionali sarà richiesto il Green Pass base. Quindi ai passeggeri di treni, di autobus, navi e traghetti che si spostano da una regione all’altra e di autobus basterà mostrare un Green Pass base con tampone negativo, rapido o molecolare. I viaggiatori dovranno indossare la mascherina Ffp2.

Cosa servirà per salire su tram, bus e metropolitane, ovvero per usare i mezzi pubblici in città o nei paesi?  Per salire sui mezzi di trasporto pubblico locale non serve nessun certificato. Dal primo aprile decade infatti l’obbligo di Super Green Pass, ovvero il rafforzato che si ottiene da vaccino o guarigione. Ancora per un mese l’unico obbligo che dovranno rispettare i passeggeri è quello di indossare la mascherina Ffp2. Poi si va verso il liberi tutti. Dal 1° maggio, a meno di proroghe, decadrà pure questo obbligo.

In sintesi: su aerei e treni con il tampone, mentre per bus e metro basta la mascherina. Venerdì coloro che si spostano con i mezzi del trasporto pubblico locale potranno salire a bordo senza mostrare alcun documento. Al netto del fatto che in questi mesi i controlli sono stati sempre più sporadici. Scompare dunque l’obbligo di Green Pass, mentre resta quello di indossare la mascherina Ffp2, su autobus, metropolitane, treni regionali e così via. Resta ancora necessario, invece avere il certificato verde base, che si ottiene anche con il solo tampone, per i viaggi nazionali. E cioè sui treni a lunga percorrenza, sugli aerei, sulle navi, i traghetti e i bus che si spostano tra due Regioni diverse. A conti fatti è un’importante novità soprattutto per chi non è vaccinato e per chi comunque non è in regola con le somministrazioni, che grazie a un test negativo potrà viaggiare su mezzi sui quali nei mesi scorsi non poteva farlo.

Vaccini a scuola e sul lavoro: le novità

Capitolo obbligo vaccinale: per tutti i lavoratori della sanità, compresi quelli delle Rsa, l'obbligo vaccinale è prorogato fino al 31 dicembre. La guarigione da adesso varrà come la vaccinazione, come previsto per il resto della popolazione. Senza vaccino si resta a casa con lo stipendio sospeso. Per il personale della scuola, militari e forze dell'ordine, l'obbligo durerà invece fino al 15 giugno, ma potranno nel frattempo prestare servizio con il Green Pass semplice, ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni, rischiando soltanto la multa da 100 euro. Stesso discorso per gli over 50, che dal 15 giugno potranno tornare al lavorare con il Green Pass base.

Novità anche per la scuola: per i due mesi e mezzo che mancano fino alla fine dell'anno scolastico, dal 1° aprile, la Dad va in soffitta. Non scatta più per le scuole di ogni ordine e grado, perché a casa resterà soltanto chi è positivo al Covid e chi ha sintomi respiratori o una temperatura superiore a 37,5°. Positivi e sintomatici potranno però seguire le lezioni da remoto se un certificato medico attesterà che sono nelle condizioni di farlo. Tutti i contatti stretti di un positivo, anche se non vaccinati, continueranno in presenza, ma se i contagi in classe dovessero essere 4 o più, dalle mascherine chirurgiche si dovrà passare alle Ffp2. Via alle gite scolastiche. I prof senza vaccino rientrano a scuola ma di fatto non possono insegnare.

Insomma, ci siamo: finisce una pagina molto faticosa della nostra storia recente. 

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