Coronavirus

Ristoranti, negozi, musei, bar e parrucchieri: ecco che cosa riapre da lunedì in Lombardia

Palestre e piscine potranno riaprire a partire dal 25 maggio. Resta l'obbligo della mascherina e via libera anche alle cerimonie religiose. Le novità

Ristoranti, bar, parrucchieri, estetiste, musei e negozi. Queste le attività che a partire da lunedì 18 maggio riapriranno in Lombardia. Via libera anche alle cerimonie religiose. 

Dopo l'annuncio delle riaperture e delle misure previste dalla Fase 2 in tutta Italia, sabato sera in conferenza stampa da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la Lombardia ha reso noto i contenuti dell'ordinanza che il governatore Attilio Fontana si appresta a firmare dopo l'entrata in vigore del Dpcm.

"Palestre e piscine - rendono noto dal Pirellone - saranno riaperte il 25 maggio. Sarà obbligatoria la misurazione della febbre per i clienti dei ristoranti. Per il resto, in linea di massima, si seguiranno le indicazioni previste dalle linee guida delle Regioni e indicate già ieri al Governo". Le norme previste dal documento regionale avranno effetto da lunedì 18 a domenica 31 maggio.

Mascherina ancora obbligatoria

"Su tutto il territorio regionale - si legge nella nota della Regione - permane poi l'obbligo di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all'aperto. Cosi' come restano in vigore le disposizioni previste nella precedente ordinanza in tema di organizzazione del lavoro"

"Da lunedi' - spiega il presidente Attilio Fontana - compiremo un altro importante passo avanti verso la nuova normalità. Sono certo che i lombardi sapranno agire responsabilmente e nel rispetto delle regole". 

Le date delle riaperture annunciate da Conte 

Dopo la firma sul nuovo decreto per regolamentare la Fase 2 della lotta al Coronavirus in Italia il premier Conte ha parlato in conferenza stampa: "Affrontiamo la fase 2 con voglia di ricominciare ma con prudenza". Dal 18 maggio non ci saranno le autocertificazioni, ma resterà il divieto di assembramenti e distanza di un metro. 

"Stiamo affrontando un rischio calcolato - ha aggiunto il premier - nella consapevolezza che la curva epidemiologica potrebbe tornare a salire. I nostri principi rimangono gli stessi, prima di tutto la tutela della vita e della salute dei cittadini, e non sono negoziabili. Ma li dobbiamo declinare diversamente in questa fase". "Stiamo affrontando questo rischio e lo stiamo accettando, altrimenti non potremmo ripartire. Dovremmo aspettare la scoperta del vaccino, ma non ce lo possiamo permettere".

Il presidente del Consiglio ha anche fornito date sulle prossime riaperture: dal 25 maggio ripartono palestre, piscine e centri sportivi, mentre dal 15 giugno sarà la volta di teatri e cinema. Per i bambini ''ci sarà un ventaglio di offerte varie a carattere ludico ricreativo''. Secondo l'accordo raggiunto ieri con i governatori le Regioni possono decidere se anticipare o posticipare la data del 15 giugno.

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