Covid, vietate le visite alle Rsa in Lombardia: la prima restrizione dopo l'impennata di contagi

La decisione presa giovedì pomeriggio dal presidente di Regione Lombardia Fontana

Foto di Matthias Zomer da Pexels

Vietato l'ingresso nelle Rsa lombarde da parte dei familiari, caregiver e conoscenti degli utenti. E' la prima restrizione regionale dovuta al nuovo acuirsi dell'emergenza da coronavirus che sta preoccupando sia il Pirellone, sia Palazzo Marino, sia i vertici sanitari. La restrizione è stata stabilita dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha prorogato fino a lunedì 19 ottobre l'ordinanza in scadenza aggiungendo però questo divieto. 

Possibile una deroga ma solo con l'autorizzazione del responsabile medico e solo in casi particolari, come situazioni «di fine vita», e comunque non prima di avere rilevato la temperatura corporea e avere adottato le misure necessarie a impedire il contagio. Niente visite ai parenti nelle Rsa, dunque, a partire da questo weekend.

Evidente il timore che, come per la prima ondata di contagi a primavera, il coronavirus entri in luoghi altamente critici e sensibili per via della presenza di pazienti che, spesso, per l'età anziana soffrono già di altre patologie. Con l'indice di contagio salito sopra a 2 nella Città Metropolitana di Milano, si vuole evitare una nuova "strage" di persone anziane.

Possibili nuove restrizioni

Per venerdì 16 ottobre sno convocati dal presidente di Regione i sindaci dei capoluoghi di provincia e i capigruppo dei partiti in consiglio regionale. Intanto in prefettura a Milano si è tenuto un vertice con il sindaco Beppe Sala, Ats e alcuni esperti, da cui è emerso che inizia a preoccpare la tendenza dei ricoveri negli ospedali, alcuni dei quali sono già "sotto stress". Secondo il direttore di Ats Milano, Vittorio Demicheli, si possono ancora adottare provvedimenti restrittivi «senza bloccare tutto. Ma qualcuno deve rinunciare a qualcosa».

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Intanto all'ospedale San Paolo di Milano sono esauriti i posti in terapia sub-intensiva, e l'ospedale Sacco non accetta più, al pronto soccorso, malati di pneumologia (per decisione della direzione sanitaria) perché servono posti per chi ha sintomi covid.

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