Coronavirus, il calendario per la fase 2: ecco le quattro date per le riaperture

Dalle fabbriche ai negozi, passando per bar, ristoranti e parrucchieri, ecco le ipotesi sul calendario della ripartenza dal 27 aprile al 18 maggio

Coronavirus (Foto Ansa/Today)

Quattro date per le riaperture. Quattro lunedì per scandire una ripresa graduale delle attività dopo il lockdown. Secondo diverse anticipazioni emerse finora, si procederà per gradi, con una sorta di scaletta che porterà alla fine progressiva della quarantena da coronavirus. Il ritorno alla normalità sarà lento e graduale. Le decisioni sul riavvio di attività nella cosiddetta fase 2 dovranno tenere conto, ovviamente, di alcuni criteri: la situazione epidemiologica e l'evoluzione dei contagi, il monitoraggio costante del sistema sanitario nazionale e locale, la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale.

Il dato da tenere d'occhio sarà sempre l'indice di contagio R0, che è sceso tra lo 0,5% e lo 0,7%, e permette di progettare la riapertura, con cautela. Ma il programma di riaperture rallenterebbe se questo indice dovesse ricominciare a risalire. E potrebbero scoppiare nuovi focolai, come spiegato in questi giorni dai virologi: a quel punto si dovranno isolare tempestivamente alcune regioni o alcune aree specifiche che potrebbero diventare zona rossa.

Il premier Giuseppe Conte deciderà entro il weekend, dopo le riunioni con gli enti locali e gli esperti del comitato tecnico scientifico e della task force guidata da Vittorio Colao. I sindacati, che lavorano con il governo per aggiornare i protocolli di sicurezza sul lavoro, frenano. Ma al contrario le Regioni, a partire dal dem Stefano Bonaccini (governatore dell'Emilia Romagna) e Confindustria, premono per riaccendere il motore. Conte si riserva una scelta nelle prossime ore, fermo restando l'inizio della "fase 2" il 4 maggio.

Fase 2, le date delle riaperture: le ipotesi

In attesa delle decisioni ufficiali del governo (per questo al momento il condizionale è d'obbligo), ecco un calendario della fase 2 in base a quanto emerso finora. Le attività dovrebbero riprendere nelle prossime quattro settimane, a tappe: la riapertura di fabbriche e negozi verrebbe spalmata su quattro lunedì, a partire dal 27 aprile. Lunedì 27 aprile potrebbero ottenere il via libera ad una ripresa anticipata alcuni settori con un rischio più basso di contagio - secondo le tabelle Inail - ma solo per le aziende già in possesso dei protocolli di sicurezza: automotive, moda e componentistica. Le deroghe saranno decise dai ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico, anche se l’orientamento del governo sarebbe di non consentire eccezioni.

Da lunedì 4 maggio dovrebbero ottenere il via libera alla ripresa le attività con indice di rischio più basso: settore manifatturiero e tessile, costruzioni e commercio all’ingrosso. Obbligatorio il rispetto di nuove misure di sicurezza: turni scaglionati per entrata e uscita, postazioni di lavoro distanziate, misurazione della temperatura all’ingresso. Per i movimenti dentro il proprio Comune non dovrebbe più servire l’autocertificazione e sarebbero consentiti spostamenti tra Comuni della stessa Regione. Resterà probabilmente il divieto di spostamenti tra Regioni. Su bus, metro, treni, aerei ci sarà un numero limitato di passeggeri con l’utilizzo alternato dei posti. Le nuove regole potrebbero prevedere misurazione della temperatura nelle stazioni e, per evitare ore di punta, tariffe differenziate nelle diverse fasce (qui i dettagli). A partire dal 4 maggio dovrebbero riprendere le loro attività anche i laboratori e le altre attività di ricerca.

Lunedì 11 maggio possibile riapertura per il commercio al dettaglio, con garanzie di protezioni individuali e obbligo di distanziamento tra clienti. Per alcuni esercizi (abbigliamento e calzature, ad esempio) ci sarà l'obbligo di sanificazione dei prodotti. Anche parrucchieri e centri estetici dovrebbero avere il via libera alla ripresa dell'attività: dovrà essere rispettato il rapporto di uno a uno - un operatore e un cliente - e tutti gli strumenti andranno sterilizzati. Si potrà andare solo su appuntamento prenotando in anticipo e gli addetti ai lavori dovranno indossare dispositivi di protezione. Ma non ci sono certezze per quanto riguarda parrucchieri e centri estetici: in base all'andamento dell'epidemia la riapertura di questi servizi potrebbe slittare a lunedì 18 maggio.

In questo calendario a tappe (lo ripetiamo: non ufficiale, in attesa delle decisioni del governo), lunedì 18 maggio potrebbero infine riaprire bar e ristoranti, solo potendo accogliere clienti nel rispetto del distanziamento minimo, per i tavoli almeno due metri. Andranno riviste drasticamente al ribasso le capienze dei locali.

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