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La Lombardia tira dritto ("contro" il governo): sui mezzi pubblici nessun distanziamento

Conferenza Stato - Regione infruttuosa, il 10 altro confronto. Resiste l'ordinanza lombarda

Distanziamento e capienza mezzi pubblici: il braccio di ferro continua. Regione Lombardia, che ha di fatto sfiduciato il governo sul tema, ha infatti deciso di continuare per la propria strada e di lasciare in vigore la propria ordinanza nonostante il palese, evidente, parere contrario dello stesso governo. 

Nella "battaglia" il primo attacco era arrivato dal Pirellone, che venerdì sera aveva firmato l'ordinanza che dava il via libera alle aziende di Tpl per occupare il 100% dei posti a sedere sui propri mezzi, cancellando di fatto tutte le norme imposte dall'emergenza coronavirus. 

La "battaglia" delle ordinanze

Poche ore ed era arrivata la risposta da Roma, con il ministero che aveva rimarcato - a onor del vero rivolgendosi soprattutto alle compagnie ferroviarie nazionali - che il distanziamento va rispettato ancora, con conseguente riduzione della capienza. Dalla giunta lombarda, però, era poi arrivata la contro risposta, che aveva sostanzialmente confermato il provvedimento già preso.  

Giovedì c'è stato un ulteriore passaggio, necessario per cercare di "livellare" tutte le regioni sullo stesso piano, ma - stando a quanto filtra dalla regione - i risultati sono stati molto modesti.

La conferenza Stato-Regioni

"Nel corso della Conferenza Stato - Regioni che si è tenuta oggi, le regioni hanno unanimemente manifestato al governo la propria preoccupazione rispetto all'obbligatorietà del distanziamento sui mezzi pubblici. Misura questa che comporta criticità in ordine alla gestione del servizio di trasporto pubblico locale, soprattutto in relazione alla ripresa delle attività scolastiche a settembre - ha fatto sapere in serata la giunta -. Contiamo nell'ulteriore confronto tra il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e il governo, convocato per lunedì 10 agosto. Nel frattempo in Regione Lombardia resta in vigore l'ordinanza firmata dal Presidente Attilio Fontana lo scorso 31 luglio".

Il timore del Pirellone, quindi, è che da settembre - manca meno di un mese - il sistema di trasporto pubblico locale possa non essere in grado di reggere all'urto del ritorno a scuola e del ritorno in ufficio se dovesse essere ancora frenato da distanziamento e conseguente capienza ridotta. Dal governo, però, camminano ancora con i piedi di piombo e per il momento la linea è la stessa: non si torna alle modalità di viaggio pre covid e si prosegue con la cautela massima. 

Il risultato è una vera e propria giungla su tutti i piani: nazionale, perché ogni regione ormai va per la propria strada, e locale perché anche nella stessa Lombardia ci sono modalità diverse di applicazione della nuova ordinanza. 

Trenord, infatti, ha annunciato poche ore dopo il provvedimento che i treni sarebbero tornati immediatamente a capienza piena, con il distanziamento annullato. Atm, invece, ha spiegato che per il momento preferisce attendere una decisione definitiva e proseguire con tutte le misure di prevenzione. Già, una decisione definitiva: adesso la nuova data segnata sul calendario è il 10 agosto. 

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