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Fumo, alcol e covid: quanto lo stile di vita incide sulla gravità della malattia? Lo studio

Anche la Asst della Brianza coinvolta insieme a una trentina di strutture sanitarie nazionali in una ricerca multicentrica su malattia da Sars Cov-2, fumo di tabacco e stile di vita

Fumo, alcol e covid. Che correlazione può esistere tra il fumo di tabacco, lo stile di vita e l’esito della malattia? Questo l’argomento al centro di uno studio multicentrico che insieme a una trentina di strutture socio sanitarie e ospedaliere, distribuite su tutto il territorio nazionale, coinvolge anche l’ASST della Brianza, con il coordinamento di Biagio Tinghino, responsabile della struttura di Alcologia e Nuove Dipendenze. Si tratta di una delle più importanti ricerche a livello internazionale su malattia da Sars Cov-2, fumo di tabacco, stile di vita.

“L’infezione da covid – racconta Tinghino - ha mostrato che esistono categorie più vulnerabili di altre e che la malattia colpisce di più gli anziani o i portatori di malattie croniche. In particolare, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che chi ha patologie come il diabete, l’obesità, malattie di cuore o insufficienza renale è più esposto ai danni del coronavirus. Ma non sappiamo ancora molto – aggiunge lo specialista - su come gli stili di vita possono influenzare queste variabili. In particolare esistono pochi dati sulle correlazioni tra abitudine al fumo o abuso di alcol ed esito della malattia”. La ricerca avviata in questi giorni anche presso l’ASST della Brianza farà luce proprio su questi temi. Le ricerche sinora disponibili sembrerebbero mostrare che i fumatori abbiano un tasso maggiore di ricovero in unità di terapia intensiva, di ventilazione meccanica, o di morte. Il fatto è che si tratta di studi su piccoli campioni di persone e questo motiva ulteriori di indagini scientifiche.

“L’obiettivo è arruolare 3.000 pazienti italiani che hanno avuto la malattia – dice Tinghino – e indagare in modo approfondito alcuni fattori di rischio preesistenti, come il fumo di sigaretta, l’uso di sigarette elettroniche, di tabacco riscaldato, il sovrappeso, altre malattie, il consumo o l’abuso di alcol. L’alcol, per esempio, potrebbe essere un fattore di rischio non trascurabile, perché danneggia le mucose della bocca, irrita le alte vie digerenti e respiratorie. Inoltre, debilitando il sistema immunitario, l’alcol potrebbe rendere più vulnerabile l’organismo alle infezioni virali. ” Insomma, quello a cui parteciperà anche l’ASST della Brianza sarà uno dei più importanti studi in proposito: fornirà dati più precisi per capire quanto pesano le nostre abitudini quotidiane sul rischio della malattia e quanto una vita sana può proteggerci.

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