Domenica, 19 Settembre 2021
Coronavirus

"Green pass per sedersi al ristorante: è un male necessario per continuare a lavorare"

Lo dichiara Vincenzo Butticè, noto ristoratore monzese e delegato territoriale Fiepet-Confesercenti

Immagine di repertorio

Green pass per pranzare e cenare al ristorante: è il male minore per poter continuare a lavorare, scampare la chiusura autunnale e ripiombare nel baratro del delivery”.

Questo il commento di Vincenzo Butticè, all’indomani della decisione del Governo di introdurre l’obbligo del green pass per sedersi al chiuso ai tavoli di un ristorante o di un bar. Butticè, noto ristoratore monzese e delegato territoriale Fiepet-Confesercenti, non trova attualmente alternative. Malgrado i limiti e le perplessità intorno ad alcuni punti.

"Non possiamo permetterci di chiudere ancora"

“Il green pass è un male necessario-  prosegue - È l’unica alternativa che abbiamo se vogliamo continuare a servire i nostri clienti all’interno. Purtroppo il numero dei contagi sta salendo. Quanto accaduto la scorsa estate e gli aumenti dei contagi all’estero devono farci riflettere e intervenire immediatamente per evitare, poi, come già successo l’anno scorso, di chiudere tutto in autunno. E noi saremo i primi a dover abbassare la saracinesca”.

Un rischio che, secondo Butticè, oggi la categoria non può permettersi. “C’è chi se si chiuderà ancora non riaprirà più”.

Il ristoratore non entra nel merito della necessità o meno di vaccinarsi. “Parlo come imprenditore - precisa - Il nostro obiettivo è fare business: pagare gli stipendi, pagare i fornitori, pagare mutuo o affitti. Fare profitto”.

I dubbi sulle modalità di controllo del green pass

In altre parole: riempire il ristorante (o il bar). Ma Butticè solleva comunque alcune perplessità. “Ho dubbi sulle modalità di controllo del green pass - puntualizza - Non ho le competenze, i mezzi e l’autorità per farlo. Se poi un cliente entra e mi mostra il green pass, ma poi scopro che il cliente ha mentito che cosa posso farci? Ad oggi però non ho alternative”.

Altro tasto dolente è il personale. “Se un dipendente, per scelta o per necessità, decide di non vaccinarsi io non posso intervenire - continua - Che cosa posso fare? Chiedergli mettersi in malattia, optare per la cassa integrazione? Non lo so. In questo momento devo solo pensare ad ottimizzare quello che ho e portare avanti la mia impresa. Anche perché, non dimentichiamolo, una pandemia in media dura dai 5 ai 7 anni: con il covid dovremo conviverci ancora a lungo”.

"Nessuna paura di perdere clienti"

Nel frattempo Butticè si rimbocca le maniche e porta avanti l’attività. Con il green pass ha paura di perdere clienti? “Assolutamente no - conclude - Chi ha il green pass può sedersi senza problemi. Molti colleghi hanno investito parecchio anche sugli spazi esterni: chi è senza green pass potrà pranzare o cenare fuori”.

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