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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Coronavirus

Le terapie intensive pediatriche sono piene ma il virus è un altro

Il virus respiratorio sinciziale ha riempito gli ospedali, riferisce la dottoressa Gismondo. L'Iss consiglia di procedere col vaccino anti covid anche per i bimbi nella fascia tra i 5 e i 12 anni

"I pronto soccorsi pediatrici sono pieni. Sì, è vero. Le terapie intensive pediatriche sono piene. Sì, è vero. Ma di quali malati? Di bambini col virus respiratorio sinciziale. Che è un'altra malattia. Non dobbiamo utilizzare numeri per giustificare prese di posizione da qualunque parte vengano".

A parlare è Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, ospite del dibattito "Punto di domanda. Le risposte che mancano sull'arma della vaccinazione nella guerra al covid 19", dal palco di Atreju, la manifestazione di Fratelli d'Italia, in corso a Roma.

Sul vaccino anti covid per i bambini sani "visto che non rischiano più di tanto, aspettiamo se saremo sicuri", ha detto ancora Gismondo. La virologa leggendo il parere della Cts dell'Aifa sul vaccino per i bambini da 5 a 11, ha sottolineato l'esiguo numero della sperimentazione e alcune lacune sugli effetti collaterali.


Perché vaccinare i bambini è sicuro?

Le sue parole stridono con quanto ha illustrato l'Istituto superiore di Sanità. Vaccinare i bambini 5 11 anni contro il covid è inutile? Falso perché "anche se in misura minore rispetto all'adulto, nell'età infantile l'infezione da Sars-CoV-2 può comportare dei rischi per la salute". Lo spiega l'Iss rispondendo alla fake news sui bambini che non si ammalano di covid e se si ammalano non muoiono. I numeri confermano il contrario.

Dall'inizio dell'epidemia nella fascia 6 11 anni ci sono stati oltre 263mila casi, 1.453 ricoveri in reparti ordinari, 36 ricoveri in terapia intensiva e 9 decessi. E nelle ultime settimane il numero di contagi in questa fascia di età è nettamente in crescita. A fronte di questo il vaccino "si è mostrato efficace nel ridurre di circa il 91% il rischio di infezione" spiega l'Iss.

Circa 6 bambini su 1.000 vengono ricoverati in ospedale e circa 1 su 7.000 in terapia intensiva. Inoltre anche nei casi (e sono fortunatamente la grande maggioranza) nei quali l'infezione decorre in maniera quasi completamente asintomatica, non è possibile escludere la comparsa di complicazioni quali la sindrome infiammatoria multisistemica (una malattia rara ma grave che colpisce contemporaneamente molti organi), e quello che viene definito "long covid", e cioè la comparsa di effetti indesiderati a distanza di tempo".


Gli effetti collaterali del vaccino sui bambini

Per quanto riguarda gli effetti collaterali "come per tutti i farmaci e i vaccini anche quelli messi a punto contro il covid presentano un rischio di effetti collaterali. La sicurezza dei vaccini anti covid è monitorata continuamente dalle agenzie regolatorie di tutto il mondo, e anche per le fasce più giovani il rischio di eventi avversi gravi è risultato molto raro. Il rischio di eventi avversi deve essere confrontato con quello di incorrere nelle conseguenze dell'infezione, ed è su questa base che viene calcolato il rapporto rischi-benefici da parte delle agenzie regolatorie. L'Ema, l'agenzia regolatoria europea sui medicinali ha concluso che il rapporto tra benefici e rischi è positivo anche per la fascia d'età 5-11 anni". 

Le informazioni di sicurezza oggi disponibili riguardano non solo i 3000 bambini che hanno ricevuto il vaccino nell'ambito della sperimentazione clinica, ma comprendono anche i primi dati raccolti negli oltre 3 milioni di bambini di 5-11 anni già vaccinati negli Stati Uniti. Nessuna paura dunque a sottoporre i più piccolo al vaccino pediatrico approvato dall'Ema, quello di Pfizer-Biontech, che ha lo stesso principio attivo di quello per gli adulti (vaccino a mRna). Nel caso dei più piccoli però la dose è di circa un terzo rispetto agli altri. La vaccinazione avviene in due dosi a tre settimane di distanza l'una dall'altra". Quanto agli eventuali effetti collaterali, "nel braccio dove è stata fatta l'iniezione - spiegano gli esperti Iss - potrebbero verificarsi dolore, rossore e gonfiore. Potrebbero inoltre manifestarsi sintomi quali stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, febbre e nausea. Tali sintomi sono generalmente di lieve entità e si risolvono nel giro di 1-2 giorni".

Riguardo a eventuali processi infiammatori che potrebbero provocare cambiamenti nel sangue, l'Iss chiarisce che "non ci sono studi che hanno dimostrato una correlazione tra il vaccino e questo tipo di problemi". Quanto all'indebolimento del sistema immunitario infantile, l'Istituto spiega che "il sistema immunitario dei bambini è 'programmato' per reagire a possibili pericoli già dalla nascita. Il vaccino anti covid, così come gli altri, 'insegna' al sistema immunitario a riconoscere l'agente infettivo prima dell'effettiva esposizione, contribuendo così a rafforzarlo".

La struttura del commissario Francesco Figliuolo ha programmato la distribuzione delle prime 1,5 milioni di dosi di vaccino ad uso pediatrico a partire dal prossimo 15 dicembre destinate ai 3,6 milioni di bambini tra i 5 e gli 11 anni vaccinabili: sarà data priorità a chi ha elevata vulnerabilità ed a quelli conviventi con soggetti immunodepressi o con elevata fragilità al covid.

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