Coronavirus

L'inferno del lockdown con mio figlio autistico

Il racconto di una mamma brianzola. Davide ha 29 anni e in questi dodici mesi ha perso entusiasmo, curiosità e voglia di vivere

“Davide era un ragazzo affamato di scienza e natura. Divorava i libri che parlavano di animali, geografia, viaggi. Aveva appreso tantissime nozioni ed era felice e curioso di apprenderne di nuove. L’appuntamento in biblioteca o in libreria era uno degli eventi più attesi della settimana. Oggi, invece, dopo un anno di lockdown è diventato apatico, e quando andiamo insieme a scegliere nuovi libri si guarda attorno sconfortato e privo di interessi. Vi prego, fateci tornare presto alla normalità, prima che per il mio Davide sia troppo tardi”. È una richiesta accorata di aiuto quella che lancia Anna, brianzola e mamma di Davide, un uomo di 29 anni affetto da autistmo. L’emergenza sanitaria ha messo a dura prova le famiglie di questi bambini , che poi diventano ragazzi e uomini. Per loro, per i quali la routine è vita, una quotidianità completamente stravolta è un serio problema.

Davide derubato dello sport e del cinema

Anna racconta a MonzaToday una vita diventata un inferno. Malgrado rispetto ad altre situazione quella di Davide sia più fortunata: l’uomo vive con i familiari in una casa grande, con giardino, vicino ai campi, e quando il tempo lo permette è un’ottima valvola di sfogo per fare passeggiate insieme alla mamma e al suo adorato cane. Davide, però, non è più lo stesso. “Ha una visione apocalittica della vita – prosegue -. Prima le sue giornate erano organizzate con tante attività, in primis quella al Centro diurno dove si confrontava con il suo educatore e altri ragazzi. Addio al Centro diurno, ma addio allo sport; per lui che da anni pratica a livello amatoriale tennis, basket, volley, nuoto, sci ed immersioni è una grande perdita. Tanto che ha perso anche la voglia di darmi una mano in giardino, lui che amava tanto tagliare l’erba e la legna”. Ma il covid ha rubato a Davide anche un’altra importante valvola di sfogo: il cinema. “Lo adorava e ci andavamo spesso. Era un modo per sognare e usare la fantasia. Il rito di prepararsi e andare al cinema da oltre un anno non c’è più, e guardare un film in tv non è la stessa cosa”.

Ha perso la curiosità e la voglia di imparare

Davide non ha voglia di fare niente, ma quello che preoccupa la mamma è che non ha più voglia di imparare nulla. “Ha perso la sua curiosità. La mente umana è un mistero, quella di un ragazzo autistico è mistero ancora più grande. Non so se quando tutto questo sarà finito, come per magia, ritornerà quello di prima. Non so se i suoi interessi li ha semplicemente messi in un cassettino nella memoria e poi, quando il covid sarà finito, quel cassetto si riaprirà. Non lo sanno neppure gli specialisti che lo seguono”.

"Se ci contagiamo è la fine"

Oggi Anna deve reinventarsi le giornate di suo figlio, sperando sempre di non incappare nel virus. Un contagio sarebbe deleterio, non solo per il corpo, ma anche per la mente. Di Davide e di chi vive insieme a lui. Da qui la richiesta di velocizzare la campagna vaccinale, tenendo conto di questi ragazzi così fragili. "È impensabile tenere chiuso in casa un ragazzo autistico. Impazzisce e ci fa impazzire - aggiunge - Ho già ricevuto segnalazioni di ragazzi con la problematica di Davide finiti in Psichiatria”. Silvia fa quello che può. “Bisogna tenerlo occupato, ma non troppo con la stessa attività. Usciamo per una passeggiata con il cane, andiamo in libreria, se il tempo è bello prendiamo la bicicletta. Ma poi? Davide si rinchiude nella sua camera e lo vedo regredire giorno per giorno. I soldi, il tempo e l’entusiasmo spesi in quasi 30 anni per donare un futuro a nostro figlio sono stati buttati alle ortiche”.
Anna ricorda però che non si è soli, e invita i familiari in difficoltà a chiedere aiuto ad Anffas, l'Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. "Un'associzione che a me ha dato tantissimo. La possibilità di tutelare tante persone per le quali provo un grande amore e desiderio di protezione". Per contatti inviare un'email a anffas_seregno@libero.it.

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