"Fate arrivare infetti dalla Lombardia, saranno guai": minacce ai gestori di un campeggio

A denunciare i fatti sono stati i gestori del camping, che si trova tra Brescia e Trento

Il camping

Una lettera, senza firma, dal contenuto abbastanza chiaro. E poi quella frase, che lascia poco spazio ai dubbi: "Non aprite o saranno guai". Minacce anonime, con la scusa del Coronavirus, nei confronti dei titolari di un campeggio di Anfo, nel Bresciano, a due passi dalla provincia di Trento. 

Daniele e Claudia, i due gestori, nei giorni scorsi hanno ricevuto una lettera - scritta a computer e in maiuscolo - i cui toni fanno paura. "Se pensate di fare arrivare dalla Lombardia infetta dal Corona 300 o 400 persone che vanno nella vostra piscina, nel bar, nei gabinetti e doccie - sì, doccie - a infettarsi a vicenda e poi girare nel nostro paese avete sbagliato", scrive il mittente, che non ha il coraggio di firmarsi. E ancora, per chiarire il concetto: "Non aprite o saranno guai al campeggio e alle macchine del parcheggio".

"Con estremo rammarico vogliamo portare alla vostra attenzione l’ennesimo attacco e ingiuria probabilmente scritta da pochi cittadini o forse solamente da un singolo - hanno detto Daniele e Claudia, denunciando l'accaduto -. Certamente noi adotteremo ogni forma di precauzione richiesta e anche di più. Di certo non vogliamo incrementare le infezioni né all’interno del campeggio né nel paese , visto che noi questo paese lo amiamo e ci viviamo anche, ma siamo convinti - hanno spiegato - che la vita deve riprendere e così anche il turismo che è uno dei pochi sostentamenti che tiene in piedi il nostro piccolo paese. Quindi certamente valuteremo con attenzione aspettando prima di tutto le direttive statali che saranno dettate nei prossimi giorni dal nostro presidente del consiglio Giuseppe Conte", hanno concluso. 

Il riferimento agli infetti in arrivo dalla Lombardia lascia presupporre che la lettera sia stata scritta e inviata da qualcuno che abita nella vicina provincia di Trento, ma al momento il mittente è rimasto anonimo.  

Ai due è subito arrivata anche la solidarietà della giunta comunale: "In qualità di assessore al turismo mi dissocio da quanto riportato - ha scritto nei commenti Renato Pellizzari -. Si dissocia tutto il consiglio comunale e spero si dissoci anche il gruppo di minoranza. Spero che chi ha scritto si scusi e ritorni a ragionare".

Foto - La lettera ricevuta 

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