Sabato, 23 Ottobre 2021
Coronavirus

Morto poche ore dopo il vaccino, i risultati dell'autopsia

Il fratello spiega che si è trattato di una crisi cardiaca di natura "elettrica": una grave aritmia improvvisa e rapida senza segni di embolia, trombi o altro che sia riconducibile alla vittima

Un malore improvviso proprio a poche ore dalla prima dose di vaccino che non gli aveva lasciato scampo. E la battaglia del fratello e della famiglia per avere risposte.

In seguito alla morte di Giorigio Paganelli, ingegnere brianzolo, era stata eseguita l'autopsia e ora Luigi Paganelli, il fratello, ha deciso di rendere pubblici i i risultati dell'esame autoptico sul decesso allontanando ogni possibile correlazione tra la morte e la somministrazione del siero anti-covid. 

Giorgio Paganelli, ingengnere informatico di 52 anni, lo scorso 28 maggio 2021, si era sottoposto alla vaccinazione anti-covid nel centro vaccinale di Lariofiere a Erba e una volta tornato a casa, dopo poche ore, era stato colto da un malore fatale. A raccontare l'accaduto era stato suo fratello, l'avvocato lissonese Luigi Paganelli tramite i social.

L'autopsia

"Avevo promesso notizie sull'autopsia di mio fratello, una volta avuti gli esiti. Eccoci: si conferma il decesso per crisi cardiaca di natura "elettrica": una grave aritmia improvvisa e rapida, senza tracce negli organi della vittima. Non risultano segni di infarto, embolia, coaguli, trombi o altro né alcuna traccia di qualcosa che sia riconducibile al vaccino" ha scritto in un post.

"In termini medici, quindi, non si può affermare che la crisi sia stata determinata da quello: aggiungo io che, allo stato delle conoscenze mediche, non si può nemmeno escluderlo. Di fatto, se questa vicenda epidemica può assomigliare in qualcosa ad una guerra, allora magari tra qualche anno si scoprirà che Giorgio é stato un "caduto sul campo". Oggi, però, egli va annoverato tra le vittime di fatalità coincidenti ma non connesse al vaccino: portato via da qualcosa di molto simile a quanto capitò al calciatore Eriksen durante la partita della nazionale danese agli Europei".

"Con questa informativa pubblica (promessa nel momento di massima criticità e quindi "dovuta") smetteremo di parlare di Giorgio per motivi di cronaca e lo ricordemo tutti per l'enorme vuoto, che la sua dipartita ha aperto in chi lo amava ed apprezzava. Arrivederci, fratello mio" ha concluso.

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