Coronavirus, diminuisce la pressione sugli ospedali: a Monza e Brianza 39 nuovi casi

"Attendiamo che il dato si stabilizzi" ha proseguito Allevi. Secondo l'ultimo bollettino diffuso da Regione Lombardia ora i casi in Brianza sono 4.516

Sono stati molti meno rispetto ai giorni scorsi i nuovi casi di contagio in città registrati lunedì. Così pochi da potersi contare sulle dita di una mano. A dirlo è stato il sindaco di Monza Dario Allevi, condividendo gli ultimi aggiornamenti ricevuti da Ats sul numero dei nuovi pazienti Covid accertati. La prudenza però è d'obbligo: solo domenica 26 aprile infatti nella provincia di Monza e Brianza l'incremento di contagi era stato di 60 persone. "Attendiamo che il dato si stabilizzi" ha proseguito Allevi. 

In tutta la Lombardia ora si contano 73.479 casi dall'inizio dell'emergenza sanitaria con un incremento giornaliero di nuovi positivi di 590 persone, uno dei dati più bassi dall'inizio dell'emergenza che però va letto in rapporto al numero di tamponi processati nella giornata di domenica, poco più di 5mila. 

"Passiamo da una fase in cui il virus ci ha steso e ci siamo dovuti difendere a una fase di reazione, di controffensiva. Dobbiamo riuscire a reagire, a lavorare e a far sì che le persone che oggi fanno fatica possano arrivare in tranquillità alla fine del mese. La Lombardia rappresenta quasi un quarto all'economia ed è importante che riparta ma che riparta in sicurezza" ha spiegato Fabrizio Sala spiegando i numeri della giornata e illustrando il lavoro del tavolo del Patto per lo Sviluppo.

Sono 26 in meno rispetto a domenica le persone ricoverate nei reparti di Terapia Intensiva degli ospedali lombardi mentre sono scesi di mille unità i pazienti ricoverati nei reparti delle strutture. Cresce anche il numero dei dimessi e dei guariti, circa mille e cinquecento in ventiquattro ore. Sono stati invece 124 i decessi registrati nell'ultima giornata.

"Il 4 maggio non torneremo alla normalità ma a una vita diversa: tanto più saremo capaci di proteggere gli altri e noi stessi tanto prima ci risolleveremo" ha concluso Sala.

Contagi a Monza e Brianza

Nella provincia di Monza e Brianza i nuovi pazienti Covid sono 39. Il totale dei contagi sul territorio MB è ora salito a 4.516 unità. Nell'immagine il dettaglio con i nuovi casi nelle province lombarde. A Monza il numero si attesta su poche unità tanto da poter contare i nuovi positivi "sulle dita di una mano" come ha spiegato il sindaco Dario Allevi.

"Oggi è stata una giornata molto lunga: poco fa è finito, infatti, il secondo Consiglio Comunale in remoto e prima ancora ho avuto diverse riunioni, con i miei più stretti collaboratori, in vista dell'avvio della Fase2. Molti i nodi ancora da sciogliere e sui quali è necessario continuare a lavorare, in vista delle progressive (ri)aperture in programma" ha aggiunto il primo cittadino monzese.

Guardando ai dati delle singole aree la provincia più colpita dal coronvirus resta quella di Milano (18559 casi). Seguono Brescia (12599), Bergamo (11150), Cremona (5971), Monza e Brianza (4516), Pavia (4129), Mantova (3123), Como (3076), Lodi (2936), Varese (2496), Lecco (2230), Sondrio (1132).

Il premier Conte a Milano

"Non buttiamo a mare tutti i sacrifici fatti". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a Milano. Il primo ministro, infatti, nel pomeriggio di lunedì 27 aprile, è arrivato in corso Monforte per un vertice a tre con il presidente della regione, Attilio Fontana, e il primo cittadino Giuseppe Sala. Ad accoglierli in prefettura c'era il prefetto Renato Saccone. È la prima visita del premier da quando è iniziata la pandemia. "Non sono venuto a Milano prima perché nella fase più acuta la mia presenza avrebbe potuto essere addirittura di intralcio, ma nella prima occasione utile era già nei proponimenti di venire — ha precisato il Premier —.  Il primo ministro ha difeso il Dcpm firmato nelle scorse ore: "La fase 2 è la fase di convivenza con il virus, non del libera tutti. Con questo provvedimento sulle riaperture dal 4 maggio mettiamo al lavoro, anche sui mezzi di trasporto, 4,5 milioni di lavoratrici e di lavoratori che vanno ad aggiungersi a quelli che stanno già lavorando". Si tratta di "un flusso significativo che sicuramente potrebbe creare occasioni di contagio".

"Sarebbe irresponsabile affrontare la fase due in modo assolutamente sconsiderato, non ce lo possiamo permettere: lo dobbiamo per rispetto alle persone morte, per il dolore delle famiglie", rimarca il presidente del Consiglio difendendo le scelte compiute.

Conte: "Sì alle visite ai fidanzati"

Conte ha poi parlato delle visite tra persone non legalmente congiunte, come i fidanzati. Il termine congiunti "è una formula ampia, generica, ma non significa che si potrà andare a trovare gli amici e fare festa". Ma si possono vedere persone con cui si hanno "rapporti parentali, relazioni affettive, ma non liberamente a casa scambiandosi pacche sulle spalle, sia ben chiaro".

Fase 2, cosa cambia

Dal 4 maggio l'Italia si avvia verso il lungo percorso di uscita dal lockdaown con un piano per conciliare la graduale ripartenza delle attività economiche con il contenimento dell'epidemia di coronavirus. La curva dei contagi e la capacità delle strutture sanitarie di accogliere nuovi pazienti saranno costantemente monitorate: se dovessero salire i contagi, governo e regioni prenderanno nuovi provvedimenti di contenimento e chiusura. Non sarà, dunque, un "liberi tutti".

Dal 4 maggio sì agli incontri con i familiari più stretti (con la mascherina), alla ripresa delle attività sportive anche lontano da casa purché a distanza dagli altri e alle cerimonie funebri, ma soltanto alla presenza dei familiari più stretti. Saranno ancora vietati gli spostamenti da regione a regione, anche se sarà "consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza". Conte ha poi confermato che la scuola riaprirà a settembre, e che si stanno studiando le modalità per consentire ai maturandi di sostenere l'esame orale di presenza, in condizioni di sicurezza. Sono questi alcuni dei punti del nuovo Dpcm con le nuove misure per la graduale uscita dal lockdown annunciato domenica 26 aprile dal premier Conte. Il nuovo decreto firmato dal presidente del Consiglio sarà in vigore dal 4 maggio, fino al 17 dello stesso mese. Dal 4 maggio i ristoranti potranno riaprire per preparazioni da asporto, da consumare però in casa o negli uffici. Via libera dal 18 maggio al commercio al dettaglio e ai musei, luoghi culturali e mostre. Dal 1 giugno riapriranno bar e ristoranti, centri estetici e parrucchieri, considerati luoghi ad alto rischio di contagio, vista la prossimità tra le persone. 

Test sierologici al via anche a Monza

Test sierologici al via anche a Monza e Brianza. Da mercoledì 29 aprile partiranno i primi test per la ricerca di anticorpi anti SARS-COV2 (anti S1-S2) nel territorio dell’Agenzia di Tutela della Salute della Brianza. Il test verrà eseguito tramite un prelievo di sangue con il quale sarà possibile verificare se la persona abbia sviluppato anticorpi al Coronavirus.

E’ importante ricordare che il test da solo non costituisce uno strumento diagnostico attendibile: l'eventuale positività al test, che indica la presenza di anticorpi, deve essere seguita dall'effettuazione del tampone laringofaringeo, ad oggi unico strumento diagnostico certo. Sarà ATS a contattare gli utenti per effettuare il test e a comunicare il giorno, ora e luogo dove verrà fatto il prelievo, alle sole categorie individuate. Nessun incaricato si presenterà a casa dei cittadini per effettuare il test.

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