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Coronavirus

La Lombardia allontana la zona arancione

L'ulteriore aumento di posti in terapia intensiva contribuisce a restare in giallo ma l'ultima parola arriverà dall'evoluzione della pandemia stessa

La Lombardia prova in tutti i modi a evitare la zona arancione e l'introduzione di altri posti di terapia intensiva, annunciata martedì, potrebbe dare un contributo essenziale in questo senso. La notizia dei nuovi posti letto in intensiva è arrivata con una circolare della Direzione Welfare agli ospedali.

Purtroppo, il prezzo dei 280 nuovi letti dedicati ai pazienti covid sarà pagato soprattutto dai pazienti che avevano interventi programmati per altre patologie. Gli ospedali, infatti, sono costretti a rinviare questo tipo di cure per fare spazio alle emergenze respiratorie dei ricoverati per covid. Si tratta, chiaramente, di una decisione temporanea: nell'attesa che l'ondata omicron passi. Altrimenti, la gestione della sanità "non emergenziale" soccomberebbe. 

Con i nuovi posti - il numero delle rianimazioni covid, nel dettaglio, è passato da 1.530 a 1.810 - la percentuale di occupazione è scesa dal 17 al 14%, ben lontana da quota 20%, parametro che - insieme agli altri già sforati - farebbe scattare le ulteriori restrizioni. È questo l'obiettivo primario alla base della decisione del Welfare regionale.

Lombardia zona gialla o arancione?

Attualmente la Regione Lombardia oscilla tra zona gialla - che se non ci saranno stravolgimenti verrà confermata anche per l'ultima settimana di gennaio - e la zona arancione. Ma non è la sola in Italia. Se ora in zona arancione c'è solo la valle d'Aosta, da lunedì prossimo e poi da lunedì 31 rischiano in diverso modo - alcune regioni di più, altre di meno - Piemonte, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Veneto, Abruzzo, Lazio, Emilia-Romagna, Sicilia, Liguria, Calabria, provincia di Trento e Lombardia appunto.

Per passare dal giallo all'arancione - stando a quanto deciso dall'esecutivo lo scorso 22 luglio - servono un'incidenza superiore ai 150 casi per ogni 100mila abitanti, un riempimento oltre il 30% dei reparti ordinari e del 20% per le terapie intensive. I primi due indicatori sono stati superati: l'incidenza è fuori controllo mentre il tasso di occupazione dei reparti ordinari è oltre la soglia del 30%. L'unico parametro che per il momento sta tenendo lontana la arancione è quello relativo alle terapie intensive, ora riportato a quota 14%.

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