Zona bianca (ovvero tutto aperto) col nuovo Dpcm: quando potrebbe arrivarci la Lombardia

Da lunedì la Lombardia dovrebbe trovarsi (ancora) in zona arancione, anche se i dati sono a rischio

La situazione epidemiologica dal covid-19, soprattutto in Lombardia, è in pericolosa fase espansiva e non è il momento di abbassare la guardia. Per questo, a partire dal 18 gennaio, in Lombardia rimarranno in vigore le norme che ci sono state nelle settimane passate. Il governatore Attilio Fontana, non troppo velatamente, ha parlato di dati che si avvicinano alla zona rossa. Anche se si dovrebbe rimanere in arancione. 

Il nuovo Dpcm

"C’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti - ha spiegato nelle scorse ore il ministro della Sanità Roberto Speranza sui contenuti del nuovo Dpcm -. A livello nazionale il tasso di occupazione delle terapie intensive torna ad attestarsi sopra la soglia critica del 30% e c’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle Regioni: 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso". Oltre a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto, già in zona arancione, potrebbe arrivare una stretta anche in Friuli, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Liguria, oltre alle province di Trento e Bolzano.

Zona gialla

Speranza poi ha presentato le nuove misure: "Lunedì dopo un confronto con le Regioni abbiamo avviato il lavoro del nuovo Dpcm (Decreto presidente consiglio ministri, ndr) che sostituirà quello in scadenza il prossimo 15 gennaio. Nel nuovo decreto prevediamo una conferma delle misure fondamentale già vigenti e del modello per fasce differenziate che ci ha consentito di abbassare la curva tra novembre e dicembre". Ma ci sono altre novità: se ci sono 12 regioni a rischio alto, ora per loro scatterà subito "l’area arancione, secondo i 21 parametri definiti dal decreto del 21 aprile". "E’ inoltre intenzione del governo confermare il divieto di spostamenti anche in zona gialla" e "ridurre gli assembramenti negli spazi antistanti i locali pubblici a rischio di aggregazione" con il divieto di asporto dopo le 18 per i bar. Confermata anche "l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale", ha precisato il ministro. Prevista anche la riapertura "dei musei nelle regioni in area gialla".

Zona bianca: tutto aperto

Oltre alla rossa, arancione e gialla, è prevista anche un’area bianca che "potrà scattare solo con livelli epidemiologici molto bassi, incidenza sotto i 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti, Rt sotto 1 e indice di rischio basso", ha spiegato Speranza. Qui, in sostanza, sarà tutto aperto. "In quest’area le limitazioni saranno relative alle regole fondamentali come indossare le mascherine. E’ difficile quest’area possa scattare nel breve ma iniziamo ad indicare un percorso di speranza per i mesi che verranno", ha aggiunto il ministro. Infine, Speranza ha spiegato che "quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure e il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile lo stato di emergenza". Il Cts (Comitato tecnico scientifico) aveva suggerito di allungarlo fino a fine luglio.

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