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L'allarme di NurSind: "Gli infermieri sono in difficoltà psicologica, bisogna intervenire"

“Tantissimi sono coloro che soffrono di insonnia, ansia, depressione. C’è un diffuso senso di svuotamento, generato da quanto vissuto in prima linea" ha sottolineato il segretario territoriale del sindacato

Il NurSind è il più grande sindacato degli infermieri. Nei giorni scorsi, ha acceso i riflettori sulla situazione di disagio psicologico che i suoi iscritti, e chiunque operi nel settore sanitario, sta vivendo.

Nel 2020 gli infermieri lombardi hanno lottato in prima linea nei reparti Covid, alcuni sacrificando la loro vita e molti altri riportando ferite fisiche e psicologiche che ancora oggi minano la loro salute. “Il 2020 è stato un anno che non ci ha lasciato respiro. Infermieri costantemente in trincea, senza ferie, senza riposi” ha spiegato Donato Cosi, segretario territoriale NurSind Monza e Brianza, e dirigente nazionale NurSind. Una mole di lavoro, questa, che ha creato effetti psicologici importanti (tanto che si sono registrati anche dei suicidi).

“Tantissimi sono coloro che soffrono di insonnia, ansia, depressione. C’è un diffuso senso di svuotamento, generato da quanto vissuto in prima linea. E accanto a questo sentimento di profonda desolazione aumentano anche i casi di irritabilità, generata da una stanchezza fisica e mentale mai recuperata”. Chi può va in pensione, sfruttando la quota cento oppure opzione donna. Qualcuno, pur rimettendoci economicamente, ha preferito licenziarsi invece di tornare nell’inferno della corsia.

Donato Cosi è preoccupato per questa condizione psicologica di molti colleghi degli ospedali lombardi. “Purtroppo, a un anno di distanza, non ci si è ancora resi conto del disastro e delle vittime che la pandemia ha generato. Vittime che non si contano solo tra i colleghi che purtroppo hanno perso la vita, ma anche tra coloro che avendo superato l’emergenza presentano profonde ferite. Alcuni ospedali hanno attivato anche i servizi di counseling, ma sono pochi e spesso non vengono neppure pubblicizzati. Il problema è che accanto allo psicologo è necessario anche un cambiamento di rotta concreto all’interno delle aziende ospedaliere. Non servono buone parole se poi l’infermiere, al termine della seduta, si trova nuovamente catapultato nell’inferno della corsia”.

Adesso la situazione negli ospedali lombardi è apparentemente calma. “Il problema è che se dovesse scoppiare nuovamente la pandemia saremmo ancora di fronte a un esercito di colleghi stanchi e svuotati. Le assunzioni durante l’emergenza Covid sono comunque a tempo determinato, a scadenza annuale”.

A tutti i suoi iscritti, NurSind ha deciso di fare un regalo: 3mila saturimetri distribuiti tra Monza, Milano e tutto il territorio regionale.

“All’inizio dell’anno è nostra consuetudine omaggiare i nostri iscritti con un gadget: il NurSind si prende cura di chi si prende cura. Quest’anno più che mai il dono ha un valore particolare. A un anno dall’inizio della pandemia, che è proprio scoppiata nella nostra regione e che a più ondate ha messo in ginocchio numerose province lombarde, abbiamo voluto dotare i nostri iscritti, e quindi anche le loro famiglie, di quel saturimetro che è strumento essenziale per la lotta contro il Covid” ha concluso Cosi.

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