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Il Parco di Monza nel primo giorno di riapertura

Il Parco di Monza nel primo giorno di riapertura

Coronavirus, a Monza 7 nuovi contagi nell'ultima giornata e quasi 500 i guariti

Secondo giorno di "stress test" per il Parco di Monza. Mercoledì i monzesi che nonostante la pioggia sono tornati a passeggiare nel polmone verde brianzolo hanno rispettato le regole

Sono sette i nuovi casi positivi al Covid-19 registrati a Monza tra mercoledì e giovedì. Dopo il giorno con "zero nuovi contagi" del capoluogo brianzolo, mercoledì i numeri relativi all'emergenza coronavirus hanno fatto rilevare un incremento, con sette cittadini con tampone risultato positivo. In provincia di Monza e Brianza invece i casi di contagio sono ora 5.141, con 29 nuovi positivi.  Per Monza il dato relativo ai guariti, cioè alle persone che hanno avuto un doppio tampone con esito negativo, è pari al 47% che - in rapporto al numero dei contagi dall'inizio dell'epidemia che sono oltre mille - significa poco meno di cinquecento persone. 

Il bollettino ufficiale diffuso da Regione Lombardia mercoledì pomeriggio riporta 394 nuovi casi di contagio in tutto il territorio regionale a fronte di 10.919 tamponi. La pressione sugli ospedali lombardi sta continuando a calare: in un giorno si sono liberati altri 15 posti nelle terapie intensive (attualmente sono occupati 307 letti) e 215 nei reparti (in questo caso il dato segna quota 5.007). È diminuito rispetto ai giorni scorsi, ma resta ancora alto, il numero legato ai decessi: in 24 ore il virus ha ucciso altre 69 persone.

Riapertura del Parco sotto la pioggia

La giornata di mercoledì nel capoluogo brianzolo ha segnato anche l'avvio del test di riapertura del Parco di Monza che terrà i cancelli aperti fino a venerdì 15 maggio in vista di una possibile prossima riapertura ufficiale. "Il primo giorno di riapertura del nostro Parco è trascorso senza alcun problema ma purtroppo è stato guastato dalla pioggia che ci ha accompagnato a scrosci sin dalle prime ore del mattino" ha spiegato il sindaco Dario Allevi.

"So che, nonostante le condizioni meteo avverse, siete stati comunque in tanti ad aver voluto riassaporare il silenzio e la quiete dei nostri boschi, ma gli agenti impegnati nei controlli mi hanno assicurato che siete stati molto disciplinati nel rispettare le nuove regole e di questo vi ringrazio. Ricordiamoci che nonostante la nostra voglia di “normalità” (comprensibilissima) l'emergenza non è finita e il rischio di contagi è ancora elevato" ha concluso Allevi.

Obbligo misurazione temperatura a lavoro

Una nuova ordinanza firmata mercoledì 13 maggio dal governatore Attilio Fontana introduce l'obbligo di misurazione della temperatura corporea prima dell'accesso sul luogo di lavoro. Il provvedimento entrerà in vigore a partire da lunedì 18 maggio fino alla fine del mese.

Il datore di lavoro o un suo delegato deve sottoporre il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, al controllo della temperatura corporea. Questa operazione deve essere effettuata anche quando, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare i sintomi di infezione respiratoria da COVID – 19 (es. tosse, raffreddore, congiuntivite). Se la temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso o la permanenza nei luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione devono essere momentaneamente isolate e non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede.

Il datore di lavoro comunicherà tempestivamente tale circostanza, tramite il medico competente di cui al D.L. n.81/2008 e/o l’ufficio del personale, all’ATS territorialmente competente, la quale fornirà le opportune indicazioni cui la persona interessata dovrà attenersi. È fortemente raccomandato anche rilevare la temperatura dei clienti/utenti, prima dell’accesso. Con temperatura superiore a 37,5°, non sarà consentito l'accesso e la persona dovrà contattare il proprio medico curante.

Riapertura bar e ristoranti: il giorno della decisione 

Giovedì 14 maggio la regione Lombardia deciderà se dire sì alle aperture di altre attività commerciali - negozi, bar, ristoranti e parrucchieri - a partire dal prossimo 18 maggio, quando potrebbe scattare una sorta di "fase 3" dell'emergenza Coronavirus

L'ultimo a parlarne, in ordine di tempo, è stato il vicepresidente del Pirellone, Fabrizio Sala, che con qualche frase ha lasciato intendere che la bilancia sembra pendere verso il via libera. "In base alle rilevazioni - ha detto mercoledì sera commentando i dati - abbiamo 394 positivi su quasi 11.000 tamponi, il numero dei ricoverati sta scendendo e i guariti sono 1.113". I numeri sono "positivi", sottolineano dalla regione, e arrivano proprio nei giorni immediatamente precedenti alle possibili riaperture. 

"Regione Lombardia sta aspettando che arrivino tutte le regole stabilite dal Governo per prendere decisioni - ha spiegato il numero due della giunta -. Al momento ci sono state comunicate le linee guida indicate con l'aiuto dell'Inail. È molto importante capire come si riapre: non possiamo morire di Covid - ha rimarcato il vicepresidente Sala - ma non possiamo morire di fame". 

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