Covid, negli ospedali della Asst di Monza 400 ricoveri: 31 i pazienti in terapia intensiva

I numeri

Un reparto covid al San Gerardo

Sono 400 le persone contagiate da covid-19 ricoverate nelle strutture della Asst di Monza, tra l'ospedale San Gerardo e Desio. Un numero che è aumentato nelle ultime ore: dai 370 pazienti assistiti lunedì si è passati martedì mattina ai 400 casi, con 31 pazienti in terapia intensiva.

Un pressione non indifferente sugli ospedali della Asst di Monza a cui si deve aggiungere la gestione degli accessi al Pronto Soccorso. Numeri in crescita che rispecchiano la situazione relativa alla diffusione del contagio in tutta la provincia. I numeri di domenica (tenendo conto del fisiologico calo del numero di tamponi processati dai laboratori la domenica) hanno fatto registrate 879 nuovi casi positivi sul territorio di Monza e Brianza. Tra domenica e lunedì il numero di persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive in tutta la Lombardia era aumentato di 17 unità per un totale di 435 casi. Alla data del 2 novembre negli ospedali della Regione c'erano in tutto 4841 persone affette da SarsCov2. 

In Brianza sei "hotspot" covid per ridurre la pressione nei Pronto Soccorso

Ambulatori covid a Varedo, Limbiate e Monza per offrire un punto di riferimento territoriale per la diagnosi da Sars Cov-2 e alleggerire la pressione sui pronto soccorso degli ospedali. Ad annunciarlo sono stati l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera e il Direttore Generale dell’ASST di Monza Mario Alparone.

I primi due "hotspot" territoriali per la diagnosi del covid 19 apriranno lunedì 2 novembre a Varedo, seguiranno poi Limbiate e Monza. “La decisione di apertura degli hotspot territoriali risponde ad un duplice obiettivo - sottolinea l’Assessore Gallera -: integrare le prestazioni della medicina territoriale con quelle specialistico-ospedaliere offrendo così ai medici di medicina generale un punto di riferimento di prossimità verso cui indirizzare i pazienti che necessitano di un accertamento della patologia da coronavirus”.

“Grazie a questo progetto – spiega il Direttore Generale Alparone – è possibile garantire una maggiore appropriatezza negli accessi ai pronti soccorso indirizzando sugli ambulatori territoriali quei pazienti che non versano in stato di acuzie, in questo modo cercando anche di limitare sovraffollamenti nei PS”.

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