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Venerdì, 20 Maggio 2022
Coronavirus

Come la Lombardia vuole cambiare (e abolire) le quarantene

Quattro mozioni approvate al Pirellone. Nel "mirino" le quarantene degli studenti

Obiettivo, per niente nascosto, non svuotare le classi e permettere ai ragazzi di continuare a studiare in presenza. Regione Lombardia è al lavoro per cercare di spingere il governo a modificare le regole per le quarantene covid, con un occhio di riguardo per gli studenti. Nelle scorse ore al Pirellone sono infatti state approvate quattro mozioni - tre erano state presentata dalla minoranza - che vanno tutte nella stessa direzione. 

L'aula ha dato il via libera alla richiesta di Michele Usuelli, medico e consigliere regionale di Più Europa, che chiedeva l'abolizione totale della quarantena per tutti i minorenni. "Avevo chiesto un cambio di passo coraggioso e al tempo stesso scientificamente rigoroso nel caos che regna sovrano nella gestione scolastica del covid, perciò avevo dettagliato minuziosamente i passaggi della procedura da mettere in atto", ha spiegato il consigliere, la cui mozione è stata approvata con modifiche. 

"Il primo punto chiedeva, testualmente, di «implementare da subito per tutti i minorenni il tampone molecolare salivare come unico strumento di diagnostica covid, seguendo il seguente percorso: il minore con sintomi, come già avviene, ha il suo primo momento diagnostico tramite colloquio telefonico genitori/pediatra, al termine del quale, eventualmente riceve ricetta rossa per tampone salivare molecolare. Il tampone viene eseguito a casa dal genitore, il quale, senza appuntamento si reca presso un laboratorio analisi, abilitato alla diagnostica covid, dove lo consegna, come già si fa per gli esami urine o feci. Il minore con sintomi resta a casa fino all’esito del tampone, ed in caso di positività, fino a negativizzazione. Il tampone di controllo viene eseguito con la stessa modalità", ha chiarito Usuelli sottolineando che, su questo punto, la giunta ha accolto l'idea "con timidezza, ma in maniera comunque migliorativa rispetto all’oggi, implementando il tampone molecolare salivare come preferenziale". "Il secondo punto era dirimente ed è stato accolto senza modifiche", ha detto, soddisfatto, il consigliere. La giunta si è impegnata "a mettere in campo ogni iniziativa, per le proprie competenze e di concerto con il governo, affinché vengano abolite tutte le quarantene per i minori". 

Meno "coraggiosa" ma sulla stessa lunghezza d'onda la mozione di Simona Tironi, Forza Italia, sottoscritta anche da altri consiglieri di Forza Italia - Gianluca Comazzi, Paola Romeo, Giulio Gallera, Ruggero Invernizzi, Gabriele Barucco, Fabio Altitonante -, da Niccolò Carretta di Azione, Patrizia Baffi di Fratelli d'Italia ed Elisabetta Strada dei lombardi Civici Europeisti. Lo scopo è "garantire la didattica in presenza, rendere omogenee le regole delle quarantene, sostenere le famiglie prorogando la scadenza del congedo parentale e attraverso un impegno delle farmacie assicurare tamponi senza ritardi". 

Prendendo spunto dal fatto che “la scuola non rappresenta il principale veicolo di contagio da covid 19 e che le regole sulle quarantene e le sospensioni delle lezioni non sono omogenee rispetto alle fasce di età”, la mozione impegna la giunta ad attivarsi in conferenza Stato Regioni "affinchè siano predisposti protocolli omogenei tra i diversi ordini e gradi di istruzione". Quindi, il passaggio fondamentale: la richiesta che siano "assimilate le quarantene dei bambini e ragazzi vaccinati a quelle in essere per gli adulti in assenza di sintomi". In sostanza: per i bimbi e ragazzi vaccinati - chiaramente che non hanno sintomi - niente più didattica a distanza, ma presenza in aula con la sorveglianza attiva. 

Ok della giunta anche alla mozione di Paola Bocci, Pd, con "misure per garantire che l’attività didattica si svolga in sicurezza". L'esponente dem ha chiesto alla giunta di istituire "un presidio della salute in ogni scuola con competenze mediche, infermieristiche e psicologiche" oltre che di "prevedere un tracciamento periodico di personale e studenti anche con test salivari” e di velocizzare le procedure di sblocco per chi ha effettuato un tampone negativo.

È arrivata invece da Gregorio Mammì, movimento cinque stelle, l'idea di estendere ai comuni il progetto "adotta una scuola" prevedendo che le farmacie comunali e le farmacie private debbano avvalersi di infermieri libero professionisti per l’esecuzione di testing per studenti e di counseling a favore del personale scolastico.

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