Via libera agli spostamenti, ma attenzione: ecco in quali regioni è obbligatorio registrarsi

In Sardegna e Puglia il via libera è condizionato all'obbligo di registrazione, più soft la decisione della Sicilia: i casi particolari

Repertorio - Controlli

L'Italia si è rimessa in moto. Ieri è caduto il vincolo degli spostamenti tra regioni diverse: è dunque possibile viaggiare da una regione all'altra senza autocertificazione e senza dover motivare alcunché. In alcune regioni il via libera è però condizionato dall’obbligo di registrazione. È il caso ad esempio della Puglia dove non solo sarà obbligatorio segnalare il proprio arrivo alle autorità, ma bisognerà tenere anche una sorta di diario personale dei propri spostamenti.

Di seguito il testo dell’ordinanza n.245 emanata ieri dal governatore Michele Emiliano. 

"Con decorrenza dal 3 giugno 2020, tutte le persone fisiche che si spostino, si trasferiscano o facciano ingresso, in Puglia, da altre regioni o dall’estero, con mezzi di trasporto pubblici o privati: 

  • segnalano lo spostamento, il trasferimento o l’ingresso mediante compilazione del modello di auto-segnalazione disponibile sul sito istituzionale della Regione Puglia; 
  • dichiarano il luogo di provenienza ed il comune in cui soggiornano; 
  • conservano per un periodo di trenta giorni l’elenco dei luoghi visitati e delle persone incontrate durante il soggiorno".

Chi non rispetta le regole sarà soggetto a sanzioni. 

Anche in Sardegna sarà obbligatorio registrarsi

Ordinanza simile anche in Sardegna. "Tutti i soggetti che intendono imbarcarsi su linee aeree o marittime dirette in Sardegna - si legge nel documento -, a prescindere dai luoghi di provenienza e al solo fine di monitorare gli ingressi e le permanenze su tutto il territorio regionale, sono tenuti a registrarsi prima dell’imbarco utilizzando l’apposito modello" disponibile sul sito della regione.

Cosa fare se si viaggia verso la Sardegna

Il viaggiatore è tenuto anche a compilare una scheda di ricerca "di possibili pregressi di infezione o contatto col coronavirus, contenuta nel modulo di registrazione, dando eventualmente anche il proprio consenso all'effettuazione dell'indagine epidemiologica regionale". 

Tutti i dati sui passeggeri, si legge nel documento, verranno conservati per quattordici giorni: "Saranno utilizzati per le azioni di monitoraggio dei soggetti interessati, in collaborazione con le forze dell'ordine, i Comuni e le Aziende sanitarie territorialmente competenti".

Naufragata l'idea della certificazione sanitaria, si allontana di conseguenza anche il progetto, portato avanti soprattutto dall'assessore al Turismo, Gianni Chessa, di permettere la circolazione "libera" nell'isola, senza guanti e mascherine, nell'ottica di una Sardegna "covid-free": "Sull'intero territorio regionale è obbligatorio l'uso delle mascherine in tutti i locali aperti al pubblico- specifica Solinas-. Tale obbligo vige anche nei luoghi all'aperto laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno due metri, fermo restando il divieto di assembramento".

In Sicilia registrazione facoltativa

In Sicilia l’autosegnalazione per chi arriva da fuori regione è invece facoltativa. Così come non c’è alcun obbligo di utilizzare l’app "Sicilia si cura" messa a disposizione dalla Regione. Il governatore Nello Musumeci alla fine ha deciso di adottare una linea più soft rispetto a quelle di Puglia e Sardegna.

Il Lazio vieta gli spostamenti a chi ha la febbre

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Un'ordinanza restrittiva è stata emanata anche dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti: il documento prevede che non siano consentiti ''spostamenti in ingresso e sul territorio della Regione" a "soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) che devono rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante e a "soggetti già sottoposti a sorveglianza sanitaria attraverso isolamento fiduciario".

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