Quasi 2.500 test sierologici a Monza e Brianza: tanti mai entrati in contatto con virus

Solo il 34,6% dei soggetti sottoposti a quarantena (e poi al test sierologico) sono risultati positivi. Su 1.779 operatori sanitari invece 110 risultano essere entrati in contatto con il virus: il 6,2%

Immagine di repertorio

Quasi duemilacinquecento test sierologici effettuati sul territorio di Monza e Brianza in poco più di una settimana. Dallo scorso mercoledì 29 aprile anche l'Ats Brianza, su direttiva di Regione Lombardia, si è attivata per effettuare i prelievi per la ricerca degli anticorpi anti SARS-COV2 (anti S1-S2) necessari ad accertare se un soggetto sia entratoil o meno in contatto con il virus.

Sono stati 653 i cittadini sottoposti alla misura della quarantena che hanno effettuato il test: 226 sono risultati positivi (34,6%), 413 negativi (63,2%) e 14 di questi hanno avuto un esito dubbio del test (2,1%). Lo strumento è stato utilizzato anche per indagare la situazione del personale sanitario con 1.779 operatori ospedalieri sottoposti all'esame. Tra il personale sanitario sono stati 110 i test positivi (6,2%), 1.654
negativi (93), 15 dubbi (0,8%).

Dai dati brianzoli emerge dunque che la maggior parte dei soggetti sottoposti all'esame non è mai entrata in contatto con il virus quindi - come ha spiegato lo stesso assessore al Welfare Giulio Gallera, commentando i dati regionali - "è potenzialmente suscettibile". "Il rischio di nuovi focali è concreto e le misure per la ripartenza devono tenere conto di questo aspetto" ha spiegato Gallera. Va precisato, secondo quanto indicano dall'Ats Brianza, che sulla base delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, il test da solo non costituisce uno strumento diagnostico attendibile: l'eventuale positività al test, che indica la presenza di anticorpi, deve essere seguita dall'effettuazione del tampone nasofaringeo, ad oggi unico strumento diagnostico certo.

In Lombardia dallo scorso 23 aprile sono stati effettuati 33.306 test sierologici fra personale sanitario (25.331) e soggetti in quarantena fiduciaria (7.975).

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"Dalle analisi degli esperti che hanno esaminato gli esiti dei referti - spiega l Gallera - emergono risultati molto interessanti. Si conferma una limitata siero prevalenza media fra gli operatori sanitari e si consolida l'indicazione in base alla quale le misure di quarantena hanno rappresentato un ottimo sistema per contenere la diffusione del virus: la metà dei cittadini in isolamento domiciliare non ha contratto il Covid e, di conseguenza, non ha rischiato di trasmetterlo".

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