Coronavirus

Sanitari non vax: anche in Brianza sono arrivate le prime lettere di sospensione

Sono 2.500 i sanitari residenti in Brianza che fino a un mese fa non risultavano nell'elenco delle vaccinazioni

Anche negli ospedali di Monza e Brianza sono arrivate le prime lettere di sospensione per quegli operatori sanitari che non si sono vaccinati.

Una notizia giunta dalle corsie e confermata (indirettamente) anche dalle direzioni. Ma sui numeri dei dipendenti sanitari sospesi bocche cucite. “Per motivi di privacy non diamo indicazioni - riferiscono dall’ospedale San Gerardo di Monza - Nel merito stiamo seguendo le direttive ministeriali (che prevedeno, appunto, la sospensione ndr)”. Dall’Asst Brianza non abbiamo ancora ricevuto informazioni.

Fino a un mese fa erano 2.500

I numeri, però, arrivano dall’Ats Brianza e sono aggiornati a un mese fa. Erano circa 2.500 i sanitari residenti nella provincia di Monza e Brianza che non risultavano nell'elenco vaccinazione. Il numero, però, va preso con le pinze. Quei circa 2.500 (che oggi probabilmente sono di meno) non sono tutti medici, infermieri, ostetriche e tecnici sanitari che lavorano negli ospedali del territorio. Ma sono professionisti che risiedono nella provincia brianzola: nella lista anche operatori che lavorano fuori provincia. Il numero non comprendeva quelli che vivono fuori provincia e che lavorano nelle aziende della Brianza.

L’Ats Brianza nei giorni scorsi ha inviato agli ospedali della Brianza l’elenco dei loro dipendenti che non risulta nell'elenco vaccinale.

L'Ats aveva una lettera di sollecito

Nelle scorse settimane l’Agenzia di Tutela della Salute Brianza aveva inviato ai sanitari residenti in provincia una prima comunicazione nella quale li informava che non risultavano presenti negli elenchi dei vaccinati contro il covid. Chiedevano quindi una risposta entro 7 giorni. I diretti interessati dovevano perciò far avere la certificazione dell’eventuale avvenuta vaccinazione alla quale, magari, nel frattempo si erano sottoposti, o avevano prenotato; oppure la motivazione medica che impediva loro di sottoporsi al vaccino; o l'eventuale dichiarazione di non volontà a sottoporsi alla vaccinazione; o la cessazione dell'attività medica.

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