Coronavirus

Dalla Brianza uno sciopero della fame "collettivo" per far riaprire ospedali e Rsa

Promosso per 24 ore dall'associazione Salvagente Italia

Mirko Damasco (Foto da Fb)

Parte da Monza una giornata di sciopero della fame collettivo per chiedere di riaprire ospedali, sale parte, Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) e Rsd (Residenze sanitarie per disabili) alla visita dei parenti.

A lanciarla Mirko Damasco, presidente dell’Associazione Salvagente Onlus, che dal 20 luglio è in sciopero della fame. Una protesta che in queste ore sta coinvolgendo centinaia di persone in tutta Italia.

Una protesta non ad oltranza, ma per ventiquattro ore: dalle 8 di domenica 1 agosto, alle 8 di lunedì due agosto.

 #ospedaliaperti : è l’hashtatg lanciato dall’associazione. Una richiesta che inizia ben prima dello sciopero della fame: già a gennaio Mirko Damasco aveva lanciato una raccolta firme on line per permettere ai malati di avere al loro fianco i parenti.

Tantissime le storie, spesso strazianti, raccolte in questi mesi dal presidente di Salvagente: storie di figli che non hanno potuto accompagnare alla morte i loro genitori ricoverati in ospedale, di donne che hanno partorito senza avere al fianco il padre del loro bambino, di anziani morti in solitudine nelle Rsa.

Poi la decisione di far sentire ancora di più la sua voce e la scelta di promuovere lo sciopero della fame. Con la richiesta di un incontro (fino ad oggi non avvenuto) con il ministro della Salute Roberto Speranza.

Da qui la scelta del monzese di proseguire nella sua iniziativa e di coinvolgere, anche se solo per 24 ore, il maggior numero possibile di persone.

“Il Ministro Speranza continua a non risponderci direttamente - spiega Damasco - Fonti a lui vicine ci scrivono tutti i giorni e ci dicono che la nostra protesta, e quella di migliaia di persone con parenti ricoverati in ospedali, Rsa, Rsd, gli è ben presente. Sono ore convulse e piene di telefonate e di incontri. Rinnoviamo la richiesta di atti concreti oltre le parole di questi giorni. Rinnoviamo la richiesta di un confronto diretto. Servono atti concreti. Soprattutto ora, soprattutto ad agosto. Far visita, da vicino, ad un parente ricoverato è un diritto, nostro e suo. Non è vero che con il green pass le strutture fanno entrare. Il Ministero deve essere più incisivo”. 

Da qui la scelta di invitare la popolazione, soprattutto grazie al potere dei social, ad unirsi alla sua battaglia. “Bevi tanto, ma non mangiare, per accendere i riflettori su questo problema e per condividere la sofferenza di chi ha un famigliare che non può vedere -  precisa - Fatti una foto e taggaci, e con noi tagga anche il ministro Speranza”.

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