La colazione insieme connessi e la caccia al tesoro, scuola a Monza ai tempi del virus

Non solo compiti e lezioni a distanza per il Baby College e Junior College: la sfida della didattica online ha permesso di connettere simultaneamente 350 studenti e docenti

La didattica a distanza del Baby e Junior College di Monza

Lontani ma connessi. Questa la nuova frontiera della socialità e della scuola ai tempi del coronavirus. Giorni incerti, caratterizzati da preoccupazione e paura ma anche di speranza, voglia di reagire e di una quotidianità fatta di piccoli gesti. Tra cui lo studio.

Anche la scuola si è dovuta reinventare ai tempi del coronavirus e il Baby College e lo Junior College di Monza hanno vinto la sfida della tecnologia riuscendo a connettere per la prima volta simultaneamente 350 alunni e docenti. 

Evitare la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni e favorire le relazioni sociali tra i più piccoli e gli insegnanti attraverso le forme di didattica online, combattendo l’emergenza causata dal Coronavirus. Questi i punti di forza dell’iniziativa digitale promossa dall’istituto monzese che ha riorganizzato la didattica grazie all’utilizzo della piattaforma Zoom, mantenendo vivo il rapporto sociale con la classe. 

La didattica è stata rielaborata e riformulata in modo nuovo per permettere ai più piccoli l'apprendimento grazie a nuove modalità di sollecitazione cognitiva capaci di stimolare la concentrazione dei bambini. Le lezioni interattive sono state accompagnate da una serie di attività di preparazione e supportate da materiale didattico disponibile sul sito della scuola e scaricabile dalle famiglie. Ma non è tutto, grazie all'ausilio del podcast le lezioni possono essere ascoltate più volte in qualsiasi momento. Junior College porta avanti il programma didattico al 60% ampliandolo con attività di socializzazione come la colazione insieme e la caccia al tesoro casalinga.

“La chiusura degli istituti scolastici ha indotto dirigenti e insegnanti ad adoperarsi per inventare e strutturare, in tempi brevissimi, la cosiddetta didattica a distanza. Alcune scuole sono parse maggiormente pronte a offrire un servizio di qualità, mentre altre non hanno saputo o potuto attivarsi – spiega Eva Balducchi, co-fondatrice del Baby e Junior College – Per questo motivo la nostra realtà, all'interno della quale è collaudata una didattica già fortemente interattiva, ha risposto immediatamente rielaborando la didattica e sfruttando gli strumenti per far connettere per la prima volta oltre 350 bambini e insegnanti simultaneamente. Abbiamo tenuto in forte considerazione gli aspetti sociali, di interazione e confronto che rappresentano per tutti i bambini un importante strumento di crescita, optando così per la videoconferenza. Per far fronte all'aspetto motorio, inoltre, abbiamo sviluppato percorsi casalinghi che potessero costituire un elemento valido per continuare a mettere in pratica e sviluppare le capacità di coordinamento oculo-manuale, equilibrio, sviluppo muscolare seppur all'interno delle mura domestiche”.

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L'importanza della didattica a distanza come strumento per non stravolgere la quotidianità dei bambini è un pensiero condiviso anche da Mariarosa Porro, pedagogista: “I bambini sono le persone che più di chiunque altro stanno subendo lo stravolgimento delle abitudini di vita e l'assenza della dimensione comunitaria e relazionale del gruppo classe. I più piccoli, soprattutto in età prescolare, hanno bisogno di scambi affettivi e relazionali concreti per garantire uno sviluppo equilibrato ed è per questo che l'utilizzo delle piattaforme digitali rappresenta un valido alleato in questa direzione. I genitori devono supportare i bambini in questa nuova forma di iniziative di didattica online, non soltanto per le nuove esperienze educative e di apprendimento che possono essere garantite a distanza, ma soprattutto per mantenere un contatto sociale e significativo con punti di riferimento della scuola. In questo momento storico particolarmente difficile e inedito per la nostra società, le istituzioni scolastiche e i docenti sono chiamati nel loro ruolo a fare la differenza per essere il più vicino possibile alle famiglie e ai bambini”.

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