Coronavirus, come sarà il test sierologico e a cosa serve: "Non è con la goccia di sangue"

L'assessore Giulio Gallera: "Si farà con il prelievo del sangue, serve per gli anticorpi"

"Questo test si fa con il prelievo del sangue, non con la gocciolina, e ha lo scopo di evidenziare se gli anticorpi sono immunizzanti, cioè se hanno bloccato e soffocato il virus". A fare chiarezza sui test sierologici per il Coronavirus che saranno effettuati a partire dal 21 aprile in Lombardia - il Pirellone ne ha promessi 20mila al giorno - è l'assessore al welfare regionale, Giulio Gallera. 

"È un test non rapidissimo ma che ci consente di raddoppiare i numeri che abbiamo - ha spiegato martedì a Mattino Cinque -. Inizieremo in maniera selettiva dagli operatori sanitari e dai cittadini che devono rientrare al lavoro, ventimila al giorno tra virologici e sierologici, poi speriamo di aumentare i numeri". 

Quindi, lo stesso Gallera ha spiegato perché è stato scelto questo tipo di test, che servirà per avere una sorta di patente di immunità: "Se arrivassero dei sierologici più affidabili e anche veloci - ha assicurato l'assessore - noi saremo i primi ad adottarli. Capisco i cittadini che ci chiedono «fateci esami in maniera massiva» e noi realmente lo vorremmo fare. Purtroppo tutti gli scienziati ci dicono che questi test con la gocciolina di sangue per ora non hanno un valore diagnostico - ha concluso -, lo dice il Ministero, l'Istituto superiore di sanità e i nostri scienziati". 

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E proprio su test sierologici in mattinata è nata una polemica con il sindaco di Milano, Beppe Sala. "Leggo che in regione Lombardia dal 21 aprile si faranno 20mila test al girono. Bene, dove? In altre province ma non a Milano? Ma come - ha chiesto provocatoriamente il primo cittadino nel suo solito video messaggio da palazzo Marino -. Non è Milano il problema? Rendiamoci conto".  
 

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