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Vaccini anti covid, in un giorno somministrate 12mila dosi (ma la Lombardia è quasi ultima)

Venerdì in Lombardia il numero più alto di sempre di dosi. Ma la classifica piange

La rincorsa continua. La Lombardia, partita in ritardo con la campagna di vaccinazioni anti coronavirus, cerca di accelerare il passo e aumenta il numero di dosi somministrate giornalmente. Il record è stato segnato venerdì, quando - stando al bollettino diffuso quotidianamente dal Pirellone - sono state iniettate oltre 12mila dosi, con il dato complessivo salito a circa 46mila e 500. 

Il ritmo è innegabilmente salito - il 4 gennaio le somministrazioni erano state più o meno 6mila - ma è evidente che ancora non sia sufficiente e che il nuovo assessore al Welfare, Letizia Moratti, che ha preso il posto di Giulio Gallera, dovrà inventarsi qualcosa per far funzionare a pieni giri il motore. 

Vaccini, i dati sempre aggiornati in diretta

La regione, numeri alla mano, si conferma tra le peggiori - quasi la peggiore - in tutta Italia per il rapporto tra dosi ricevute e inoculate. Nei capoluoghi lombardi, secondo i dati aggiornati in diretta dal ministero della salute, sono arrivati 153.720 sieri Pfizer e ne sono stati iniettati 46.257: una percentuale del 30,1% che mette la Lombardia davanti soltanto alla provincia autonoma di Bolzano, ferma al 30. La miglior regione italiana è la Campania, che ha già distribuito il 75,2% delle dosi ricevute. 

In Lombardia, guardando ai dati del governo, sono stati vaccinati 30.681 donne e 15.576 uomini. La fascia d'età più coperta è quella tra i 50 e i 59 anni, seguita da 40-49. Tra le dosi già iniettate, come previsto, poco meno di 40mila sono andate agli operatori sanitari e sociosanitari, che dovevano essere i primi a essere vaccinati. Poco più di 1.200, invece, sono state destinate agli ospiti delle Rsa. Fino a marzo la campagna vaccinale resterà nella prima fase e l'obiettivo sarà proprio coprire il personale sanitario e gli anziani nelle residenze sanitarie assistenziali. Da aprile, invece, si dovrebbe passare agli over 80 e da luglio agli over 60 o agli italiani che presentano almeno una patologia cronica. Da ottobre in poi dovrebbe quindi essere il turno del resto della popolazione. 

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