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Covid, le prime 100 mila dosi di vaccino in arrivo a fine anno: si riparte il 31 dicembre

Entro fine gennaio arriveranno 491 mila dosi del vaccino di Pfizer

E' il 31 dicembre la data in cui la vaccinazione anti Covid partirà davvero in Lombardia, a parte le prime dosi somministrate il 27. Sono infatti in arrivo, il 30, quasi 95 mila dosi del vaccino Pfizer, che saranno distribuite negli hub regionali in modo da essere somministrate a partire dall'ultimo giorno dell'anno al personale sanitario, come da cronoprogramma.

Le altre date di consegna già previste sono il 4, 11, 18 e 25 gennaio, per un totale - parziale - di 491.400 dosi. Secondo i piani di Regione Lombardia, illustrati dall'assessore regionale al welfare Giulio Gallera, questo basterà a completare la prima somministrazione e avviare il richiamo (dopo tre settimane dalla prima) per coloro che saranno vaccinati in questo primo periodo, secondo il piano nazionale: sanitari, ma anche operatori delle Rsa e anziani che vi risiedono, e poi coloro che - per lavoro o volontariato - operano nei servizi d'assistenza urgente.

Fase 1: da gennaio a marzo

Le categorie da vaccinare prima di tutte le altre si è scelto essere gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti e i dipendenti delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Ovvero coloro che, soprattutto nel corso della prima ondata, hanno pagato il prezzo più alto della pandemia. Vaccinare medici e infermieri ha un valore duplice: permette di proteggere operatori posti più a rischio dal loro lavoro e garantisce la tenuta dell’assistenza sanitaria. Non di rado è capitato infatti di avere reparti decimati dalle assenze del personale sanitario infetto o costretto alla quarantena. Senza trascurare il buon esempio, che mai come in questo momento storico può giungere da chi trascorre le proprie giornate in camice. Gli ospiti delle Rsa, sulla base delle conoscenze accumulate sulle conseguenze dell’infezione da Sars-CoV-2, sono stati invece riconosciuti come le persone più fragili in ragione dell’età avanzata e della frequente concomitanza di altre malattie. Questo primo step coinvolgerà quasi 2 milioni di persone, per cui servirà un numero doppio di dosi vaccinali: considerando che per una piena immunizzazione occorrerà sottoporre ogni persona a due di queste, con un intervallo almeno di tre settimane

Fase 2: da aprile a giugno

Dopo la prima fase si potrà progredire vaccinando innanzitutto gli anziani con più di 80 anni (quasi 4,5 milioni). Considerando il numero doppio rispetto a quello dei primi vaccinati, si stima che questa fase possa concludersi durante la primavera.

Fase 3: da luglio a settembre

A seguire, come indicato nel piano strategico, sarà il turno delle persone di età compresa tra 60 e 79 anni (13.5 milioni) e degli italiani affetti almeno da una malattia cronica (7.5 milioni). E poi, via via, di tutti gli altri: con priorità per il personale scolastico e le forze dell'ordine. 

Fase 4: da ottobre a dicembre

Tutta la popolazione adulta che non è stata vaccinata nelle prime 3 fasi: dunque chiunque abbia più di 16 anni (il vaccino non è ancora ufficialmente approvato per i bambini). 

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