Coronavirus, parte dal San Gerardo la sperimentazione del vaccino "made in Monza" su 80 volontari

La Asst di Monza, insieme all’Università Milano Bicocca, a partire da dicembre sarà pronta ad avviare la sperimentazione di Fase 1 su volontari sani del vaccino tutto italiano prodotto da Takis e Rottapharm Biotech

A partire da dicembre il Centro di Ricerca di Fase 1 della ASST di Monza sarà pronto a testare sui primi pazienti volontari il vaccino contro il coronavirus tutto italiano prodotto da Takis e Rottapharm Biotech. Dopo essere stata in prima linea durante la fase acuta dell’emergenza covid-19 con 1750 pazienti trattati tra marzo e maggio, la Asst di Monza ha rinnovato il suo impegno nel campo della ricerca con il progetto Storm, un super-archivio con i dati e il siero di 6mila pazienti che è divenuto anche un grande progetto di storia naturale della malattia.

Ora un passo in più. Partiranno anche da Monza, dal centro di sperimentazione dell’ospedale San Gerardo, contemporaneamente a quanto accadrà in altri due centri italiani, le somministrazioni sperimentali in collaborazione con l’Università Milano Bicocca del vaccino basato sul Dna messo a punto da Takis e Rottapharm Biotech.

Coronavirus, il vaccino made in Monza basato sul DNA

Il vaccino “made in Monza”, prodotto da Takis e Rottapharm Biotech, diversamente da altri in fase di studio, si basa sulla tecnologia del dna. “E’ innovativo perché, a differenza di altri attualmente in sperimentazione, non utilizza per la produzione di anticorpi un vettore virale, per esempio un adenovirus inattivato, ma è costituito da un frammento di DNA che, una volta iniettato nel muscolo stimola una reazione immunitaria (sia di tipo anticorpale che cellulare) che previene l’infezione” spiega il prof. Paolo Bonfanti, Professore Associato di Malattie Infettive dell’Università di Milano Bicocca e Direttore del Reparto di Malattie Infettive del San Gerardo. “Questa piattaforma tecnologica” prosegue Bonfanti “assicura inoltre la ripetibilità della vaccinazione se la risposta non fosse duratura”. 

“La tecnologia in sviluppo presenta infatti molti vantaggi rispetto ad altre” aggiungono Lucio Rovati, Presidente e Direttore Scientifico di Rottapharm e Luigi Aurisicchio AD e Direttore Scientifico di Takis, “tra cui la possibilità di essere facilmente e rapidamente adattabile nel caso il virus dovesse “mutare” il suo codice genetico nel tempo”. 

Da dicembre al via la sperimentazione al San Gerardo

La sperimentazione sull’uomo, il primo passo verso l’utilizzo del vaccino su larga scala, sarà condotta presso il Centro di Ricerca di Fase 1 della ASST di Monza, diretto dalla professoressa Marina Cazzaniga, e coinvolgerà in questa fase iniziale 80 volontari sani, che saranno portati fino a 200 nella cosiddetta Fase 2 immediatamente successiva. 

“Il Centro di Ricerca di Fase 1 della ASST di Monza è uno dei pochissimi centri di sperimentazione sui volontari in Italia (sono 11 in totale) e uno dei 3 centri che si trovano in un ospedale pubblico - sottolinea la professoressa Cazzaniga -. Stiamo partendo con la raccolta di adesione e di screening dei volontari che prenderanno parte alla sperimentazione, per essere pronti a trattare i primi soggetti a inizio dicembre”. 

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“Sono particolarmente orgoglioso che l’azienda ospedaliera del San Gerardo di Monza sia in prima linea a livello italiano per la sperimentazione di un innovativo vaccino per il Covid basato sul DNA: si tratta di un altro risultato della “rete” del sistema Monza sviluppata grazie alla fortissima integrazione con l’Università Bicocca di Milano e la primaria azienda Rottapharm Biotech di Monza. Potremo mettere a disposizione tutta l’esperienza che abbiamo accumulato durante il periodo di emergenza che ci ha visto tra le aziende lombarde maggiormente coinvolte” sottolinea il dott. Mario Alparone, Direttore Generale della ASST di Monza “e di una sperimentazione totalmente coerente con il percorso di accreditamento del San Gerardo di Monza come IRCCS per la medicina di precisione”.

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