Sperimentazione del vaccino anti-covid "monzese", già cento i volontari pronti

Raggiunta già quota 100, tra i volontari anche un nonno. E’ possibile candidarsi per prendere parte alla Fase 2 della sperimentazione, che coinvolgerà 200 soggetti

Foto Archivio Ansa

"Voglio fare qualcosa per il bene dei miei nipoti". Queste le parole di un nonno monzese di 70 anni, uno dei tanti volontari che si è candidato per il test di Fase 1 sul vaccino contro il coronavirus sviluppato da Rottapharm-Takis la cui sperimentazione prenderà il via il prossimo inverno dal centro di Ricerca della Asst di Monza in collaborazione con l'Università Bicocca. Le candidature su base volontaria hanno già raggiunto quota cento e insieme a quella del nonno brianzolo nella sede di via Pergolesi sono arrivate anche le disponibilità di tante donne e uomini desiderosi di fare qualcosa per la propria comunità e per gli altri. Tra i volontari anche medici e personale non sanitario della Asst di Monza: “un segnale in più di coesione di un ospedale che ha vissuto da molto vicino la tragica ondata di contagi della scorsa primavera” commentano dal San Gerardo.

“In pochissimi giorni abbiamo ricevuto oltre 100 candidature a volontario per la sperimentazione sul vaccino a DNA anti-Covid” spiega la prof.ssa Marina Cazzaniga, Direttore del Centro ricerca di Fase 1 della ASST di Monza – luogo dove verrà condotta la Sperimentazione sul vaccino e che ora ospita, nell’area dedicata, lo screening preliminare dei volontari sani. 

“Non mi aspettavo una partecipazione così entusiasta e soprattutto così numerosa - riprende la prof.ssa Cazzaniga -. Molti volontari hanno dichiarato di voler fare qualcosa per la comunità, una mail in particolare mi ha commosso nella quale, un signore di oltre 70 anni, ha offerto il proprio contributo “per il bene e la sicurezza dei miei nipoti e della loro generazione”. 

Come funziona la sperimentazione

Al momento la Asst di Monza si sta occupando di effettuare un primo screening dei volontari, per la costruzione di un "registro" delle disponibilità. "Raccogliamo soprattutto informazioni sullo stato di salute del soggetto" - spiega il Direttore del Centro di Ricerca  - "In un secondo momento, i soggetti inizieranno lo screening vero e proprio dello studio, presumibilmente a novembre, ossia una serie di esami ematici e strumentali, per definire al meglio le condizioni cliniche. Infine eseguiranno la somministrazione del vaccino e dopo 14 giorni saranno richiamati per prelevare un campione di sangue, da cui verranno estratti  gli anticorpi. Sono questi ultimi che, in laboratorio, saranno posti a contatto con il virus attivo: se gli anticorpi estratti neutralizzeranno il virus, il vaccino avrà avuto successo”. 

Come candidarsi come volontari

Nonostante sia già stata raggiunta la soglia di cento volontari - numero necessario per l’avvio della Fase 1 - la Asst di Monza continua a raccogliere adesioni per lo step successivo quando lo studio verrà esteso a 200 soggetti. 

“Chiediamo a coloro che sono interessati di inviarci una mail all’indirizzo dir.centroricerca@asst-monza.it - specifica la prof.ssa Cazzaniga. “Stiamo procedendo spediti con grande determinazione all’arruolamento dei volontari dopo aver richiesto ad Aifa la necessaria autorizzazione – aggiunge il Direttore Generale della ASST Monza Mario Alparone -. Solo i centri abilitati possono infatti effettuare questo tipo di sperimentazione”.

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