Coronavirus

La variante delta preoccupa gli esperti ma non ci saranno (per ora) nuove restrizioni

In Lombardia e in Italia risalgono i contagi

Inizia a preoccupare (nuovamente) il covid con la sua variante delta, in procinto di diventare dominante sia in Italia sia in Lombardia. L'allarme è stato lanciato dal vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, secondo cui "l'evoluzione sarà simile a quella che abbiamo visto in Gran Bretagna: entro fine mese i contagi saranno tre o quattro volte quelli attuali e durante l'estate continueranno a crescere. Ma, dall'altra parte, aumenteranno progressivamente i cittadini vaccinati con doppia dose, a settembre saremo intorno al 70-75% di immunizzati".

Per il vice ministro non v'è rischio di ritornare in zona gialla né di ripristinare l'obbligo di mascherina all'aperto. Sottolineiamo, a tal proposito, che al momento la mascherina all'aperto resta obbligatoria se non si riesce a rispettare la distanza 'di sicurezza' di almeno un metro dagli altri. Sileri, comunque, ha aggiunto che semmai si dovesse abbandonare la zona bianca, lo si farà in modo localizzato e tenendo conto non tanto dei nuovi positivi ma degli ospedalizzati, giacché ormai l'età media dei contagi si è abbassata e, per i più giovani, il decorso della malattia è per lo più lieve.

Nelle precedenti 24 ore (il dato è del bollettino pomeridiano di domenica 11 luglio), i nuovi positivi in Italia sono stati 1.391 con sette vittime e un totale di 161 pazienti in terapia intensiva, dato sostanzialmente stabile. In Lombardia, sempre domenica, si sono registrati 250 nuovi positivi al virus, un dato in crescita come è in crescita anche il rapporto di positività: lo 0,9% dei tamponi analizzati è risultato positivo contro lo 0,6% del giorno precedente e lo 0,3% a cui eravamo abituati la scorsa settimana. Sia chiaro, siamo ben lontani da indici di positività del 5-10% dei mesi passati. 

Inversione di rotta

L'inversione di rotta c'è, anche se i casi restano comunque bassi. L'obiettivo di contenimento della variante delta è quello di rimanere sotto i 50 contagi ogni 100 mila abitanti. Gli ultimi dati relativi all'efficacia dei vaccini in Italia sono positivi e riguardano un periodo (fino al 4 luglio) in cui la variante delta era già presente nel nostro Paese ma non ancora predominante. Secondo l'Istituto Superiore di Sanità, nei soggetti con ciclo completo la capacità dei vaccini di evitare la malattia varia dal 91 al 97,4% mentre la protezione dall'infezione dal 79,8 all'81,5%. E il ciclo completo continua a proteggere tutti gli under 80 dalla terapia intensiva.

Ma, d'altra parte, è ancora meno del 40% la popolazione italiana che ha completato il ciclo vaccinale (in Lombardia tre milioni e 600 mila persone), mentre il 22% attende la seconda dose. Dati che non vengono valutati positivamente dagli esperti. Compatibilmente con la disponibilità delle dosi (scarsa a luglio), occorrerà lavorare di più in tal senso.

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