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Come va con la variante Delta, ex indiana, in Lombardia

Le parole della Moratti, con un passaggio sui vaccini contro la variante Delta

Attenzione, ma non allarme. Regione Lombardia monitora la diffusione delle varianti del covid e alza il livello di guardia sulla Delta, ex indiana, pur senza lasciarsi trasportare dall'ansia.

A fare il punto della situazione, martedì, è stata l'assessore al welfare, Letizia Moratti, che al Pirellone ha riposto a una mozione presentata in consiglio regionale dal consigliere Michele Usuelli, +Europa Radicali, che proponeva una serie di strategie di contenimento della variante Delta, tra le quali l'accorciamento dell'intervallo di somministrazione della seconda dose di vaccino.

"La variante prevalente in regione Lombardia è la variante Alfa, inglese", ma “visto il suo grado di contagiosità è prevedibile che la variante Delta possa diventare a breve, in due o quattro settimane, la variante prevalente", ha spiegato la vicepresidente. "La variante Gamma, brasiliana, e le altre varianti sono stabili nel tempo. Non vi sono al momento cambiamenti epidemiologici significativi”, ha sottolineato.

Regione Lombardia, ha rimarcato la vicepresidente, “ha ben presente il fatto che la possibilità di emergenza di nuove varianti virali possa rappresentare una variabile importantissima nel prossimo futuro nell’influenzare, non solo l’andamento epidemiologico dell’infezione, ma anche l’efficacia della campagna vaccinale. Molta attenzione e molte attività proattive devono essere poste in atto per continuare e incrementare le attività di sequenziamento e di tracciamento”, ha ribadto la Moratti.

Lei stessa ha poi voluto rassicurare tutti sull'efficacia del vaccino. "La doppia dose di vaccino anti covid è fortemente protettiva anche per la variante Delta”, per questo vanno evitati “inutili allarmismi” sulla diffusione della variante ex indiana, ha garantito la vicepresidente. E ancora: "La variante Delta ha una parziale capacità di immune escape soprattutto nei vaccinati in modo non completo, mentre i soggetti completamente vaccinati hanno una buona protezione, indipendentemente dal tipo di vaccino, omologo o eterologo".

E in Lombardia, ha ricordato l'assessore al welfare, “più dell’85% dei pazienti fragili ha già ricevuto la seconda dose”. La protezione da doppia dose, ha ribadito, è “ampiamente dimostrato dall’esperienza Uk”, ma “la singola dose – sempre dati Uk – si è comunque dimostrata altamente protettiva dallo sviluppo di forme gravi, ospedalizzazione e morte”. Per Moratti, ha concluso, “certo è indispensabile continuare e incrementare le attività di sequenziamento e di tracciamento”.

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