Venerdì, 19 Luglio 2024
Diossina

Un corteo per non dimenticare il grande disastro ecologico brianzolo

Alla vigilia del 47esimo anniversario del disastro dell'Icmesa la Brianza si mobilita

Era il 10 luglio 1976 quando la Brianza salì alla ribalta delle cronache internazionali per quel disastro all’Icmesa. Un disastro ambientale tra i più gravi, con la fuoriuscita della diossina da quell’azienda chimica. Adesso alla vigilia del 47esimo anniversario la Brianza si mobilita, per non dimenticare. L’appuntamento è il 6 luglio, a Meda al muro Icmesa, nell’omonima via. Da lì prenderà il via un corteo per le strade di Seveso. Con il cineambulante verranno anche proiettati spezzoni e immagini di quel disastro ancora oggi vivo nelle menti di molti. L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento No Pedemontana, Seveso Memoria di parte e Cineambulante.

Un disastro che oggi chi vive in quel territorio teme possa “ripetersi”. Infatti il progetto di Pedemontana passerà anche in quella parte della Brianza. "Per noi Pedemontana diventa una sorta di seconda Icmesa - aveva spiegato in una precedente intervista  MonzaToday Davide Biggi,  componente del Coordinamento -. In quei terreni che verranno smossi per la realizzazione dell’autostrada c’è la diossina. La grande paura è che con le movimentazioni della terra le polveri si disperderanno nell’aria. Così come durante il trasporto della terra movimentata sui camion per il trasferimento nelle discariche speciali. Pedemontana attraverserà proprio quei terreni dove c’era la maggiore concentrazione di diossina".

Le rassicurazioni che sono arrivate dai tecnici non tranquillizzano per nulla i residenti di quelle zone. E il ricordo corre veloce a quel 10 luglio 1976 e soprattutto ai mesi e agli anni successivi al disastro dell’Icmesa. "Ai morti per tumori (ma non solo) che ci sono stati in molte famiglie non solo della cosiddetta zona A (la zona rossa dove maggiore era la concentrazione di diossina), ma anche nelle zone limitrofe come si legge nel documento presentato nel 2016 da ISDE Italia e dal titolo Seveso 40 anni dopo: storia e insegnamenti di un disastro ambientale”, prosegue.

Nel documento redatto dall’International Society of Doctors for Enviroment viene analizzato con numeri l’incidenza delle patologie oncologiche, non solo nella zona A. “Noi lì l’autostrada non la vogliamo - prosegue -. Anche se ci dicono che i livelli di concentrazione di diossina sono elevati solo in una determinata zona e che comunque l’area verrà bonificata, la movimentazione di terra inquinata è pericolossima. Già nel 1976 era stato fatto lo stesso errore delimitando la zona pericolosa solo ad un’area circoscritta: la diossina circola nell’aria e l’aria si muove”.

 Ma se non ci saranno ripensamenti dell’ultimo momento i giochi sono fatti. Il progetto di Pedemontana sulle aree contaminate dal disastro del 10 luglio 1976 è pronto e finanziato e i lavori dovrebbero iniziare tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

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