Lunedì, 15 Luglio 2024
la storia

La storia di Ale diventa un cortometraggio: per non smettere di sperare e di donare

La produzione cinematografica ispirata alla storia del giovane monzese morto nel 2009 a soli 26 anni

La breve ma intensa vita di Alessandro (per tutti Ale) Cevenini diventa un cortometraggio che verrà presentato in anteprima il 29 settembre alle 21 al teatro Manzoni di Milano. Affinché la testimonianza di amore per la vita, di fede e di coraggio del giovane brianzolo arrivi ad ancora più persone. Anche attraverso il mondo cinematografico. Si intitola “Le cose che amiamo di Ale: una storia vera di forza, speranza e voglia di vivere” il corto liberamente ispirato al libro “Il segreto è la vita” che raccoglie la testimonianza di Alessandro, morto nel 2009 a soli 26 a causa della leucemia.

Una Fondazione nel suo nome

Il fratello Michele, i genitori e gli amici in questi anni non hanno mai smesso di portare avanti la battaglia che il giovane Ale aveva iniziato sul letto del Policlinico di Milano. Quella pagina Facebook BeatLeukemia, che oggi è diventata una Fondazione. Oggi la storia di Alessandro è diventata un cortometraggio, ambientato in quei luoghi a lui tanto cari e che nel libro sono stati ripercorsi: il quartiere Cazzaniga di Monza dove è cresciuto, l’ospedale Policlinico di Milano dove ha combattuto la sua battaglia, e la chiesa di Imbersago dove Alessandro era entrato come testimone alle nozze del fratello Michele.

"Alessandro rivive"

Ed è proprio Michele a raccontare la MonzaToday il progetto del cortometraggio e soprattutto l’emozione di fronte al primo trailer dove, anche se solo per pochi minuti, ha visto suo fratello rivivere. È stata una grande emozione. “C’è sempre timore di fronte a un film di cui si conosce tutto: i protagonisti, la storia, le emozioni e soprattutto quel percorso raccontato nel libro che oggi, a 11 anni dalla pubblicazione, continua ad andare a ruba. Ho visto gli attori al lavoro e ogni volta è stato un brivido”. Un cast con attori professionisti: nelle vesti di Alessandro c’è Francesco Riva, in quelle di Michele Alessandro Colombo, in quelle del papà Matteo Caremoli. Nel cast ancora Valeria Cavalli, Arturo Di Tullio. Ortensia Fioravanti ed Elena Cascino. Nel corto anche diverse comparse tra cui l’infermiera che aveva seguito Alessandro al Policlinico.

Il messaggio: aiuta il prossimo

“Sono felice che la storia di mio fratello abbia appassionato anche gli attori”, ha aggiunto. Una storia vera e intensa che è impossibile lasci indifferenti. Alessandro era un ragazzo molto conosciuto sia a Monza che a Milano. Pieno di vita e di entusiasmo, con tanti progetti da realizzare. Poi, il giorno del suo 24esimom compleanno la diagnosi: Alessandro si era ammalato di leucemia. E quei sogni del giovane studente che già si vedeva proiettato all’estero nel mondo dell’imprenditoria improvvisamente si sono fermati. Ma Alessandro dal letto del Policlinico non ha mai smesso di “lavorare”. Un lavoro fatto di ricerca, comunicazione, invito a non smettere mai di lottare e di sperare e soprattutto di donare la vita al prossimo. Era proprio questo lo spirito alla base di quella pagina social Beat Leukemia con la quale raccontava la sua leucemia, ma non solo: informava, condivideva, invitava a donare il sangue e il midollo. Invitava a non arrendersi, proprio come ha sempre fatto lui anche se, purtroppo, il destino con Ale è stato crudele.

“Il libro ha raggiunto tantissime persone, con questo cortometraggio speriamo di fare altrettanto – conclude Michele -. Di entrare ancora nelle scuole, di parlare con i ragazzi, di far capire loro che malgrado le difficoltà bisogna quello che Ale dal letto di ospedale ci ha insegnato a fare: sperare, lottare e soprattutto aiutare il prossimo, chi è messo peggio di noi”.

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