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Martedì, 27 Settembre 2022
bollette

"Crisi energetica: ecco che cosa fare per salvare imprese e famiglie"

La richiesta inviata ufficialmente dal Movimento imprese ospitalità al governo

Le bollette hanno già iniziato a lievitare. C'è chi ha già aggiornato al rialzo il costo dei prodotti e dei servizi per riuscire a far fronte a rincari molto importanti. Ma gli imprenditori chiedono aiuto anche al governo: così che nei giorni scorsi il MIO (Movimento imprese ospitalità) ha inviato una lettera ufficiale alla segreteria di Mario Draghi e dei ministri alla partita.

Una lettera che Salvatore Bongiovanni - responsabile del MIO per la Lombardia, oltre che ristoratore di Seregno - ha inviato alla redazione di MonzaToday.  "La situazione è ormai gravissima e ad ottobre sarà insostenibile per migliaia di famiglie ed aziende italiane, siano esse micro, piccole, medie o grandi - si legge nella missiva -. È di dominio pubblico la speculazione in atto riguardo il costo della fornitura del gas che a cascata porta con sé l'aumento indiscriminato del costo dell'energia elettrica. Nell'immediato futuro gli aumenti, già in essere, subiranno un ulteriore rialzo e ad oggi non esiste azienda che potrà, con costi così elevati, far quadrare il bilancio e sopravvivere sul mercato. Riteniamo che sia necessario un intervento immediato, che nel giro di 30 giorni dia alle imprese gli strumenti per sopravvivere (non crediti d’imposta)".

Bongiovanni, riprendendo la lettera inviata al premier, spiega che per andare incontro alle imprese e alle famiglie - già messe in ginocchio dell'emergenza sanitaria - il governo deve intervenire su più fronti. "In primis va azzerata l'Iva - spiega -. Per questo è necessario un tavolo europeo nel quale venga autorizzato questo provvedimento, come fatto con la direttiva di Bruxelles sull’esenzione dell’Imposta per le forniture militari ai paesi dell’Ue. Vanno azzerate le accise e le spese di trasporto dell'energia. Queste voci saranno ampiamente coperte dall'extragettito, riguardo accise e IVA data la forte partecipazione dello Stato negli asset delle aziende fornitrici, e dal maggior ricavo, che le aziende stanno ottenendo, riguardo il costo di trasporto". A  queste richieste si aggiungono quelle già avanzate in passato dal MIO di  riduzione dell'iva di vendita per la fornitura di beni e servizi del settore della ristorazione, portando questa aliquota dall'attuale 10% al 5%.

Un intervento che, naturalmente, è molto oneroso. "Ma sono comunque costi più bassi di quelli a cui lo Stato si troverà a fare fronte in seguito alla chiusura certa della gran parte delle imprese italiane, evento che creerà una mancanza di gettito fiscale senza precedenti, oltre alla naturale emorragia di perdita di posti di lavoro, con inevitabili, gravissimi e pericolosissimi problemi di ordine sociale", precisa il referente lombardo del Movimento imprenditori ospitalità.

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