"Non chiamateci eroi: state a casa", l'appello di un volontario della Croce Rossa di Monza

"E mentre guido, torturato da quella fastidiosissima mascherina, vedo gente che va a correre, gente che passeggia, che va in bici e penso: a cosa servono i "nostri" sforzi se poi c'è chi ancora non comprende la gravità della situazione?"

I volontari della Croce Rossa impegnati nell'emergenza Coronavirus

"Non chiamateci eroi ci basta solo il rispetto". Queste le parole di un volontario della Croce Rossa di Monza che in un post affidato ai social ha diffuso un appello ai cittadini a restare a casa.

Il turno in ambulanza, la tensione che sale quando il campanello suona e avvisa il personale che si prepara per uscire: un altro sospetto di infezione. Il rito della vestizione, tra ansia e qualche battuta per smorzare la tensione, per non pensare continuamente che una piccola disattenzione, una distrazione, potrebbe costare cara. Poi la strada, la corsa per non perdere nemmeno un minuto e lo sguardo che dall'asfalto si sposta sul marciapiedi: persone che camminano, qualcuno fa jogging, altri con un cane al guinzaglio ne approfittano per sgranchire (le loro) gambe. E la sensazione di combattere una battaglia da solo.

L'appello del volontario della Croce Rossa

“Oggi ho iniziato il mio turno in ambulanza, come faccio ormai da circa 12 anni, lo faccio come volontario CRI. Oggi però non è un turno come tanti, oggi è diverso. C'è paura di esporsi, il "drin-drin" che suona all'arrivo di un servizio fa crescere l'ansia; poi ti chiamano dalla centrale: " sospetto Covid-19".

È tempo di uscire. Io guido, non è ancora necessario indossare la tuta ... Aiuto la collega nella vestizione stando attento a non lasciare neanche un millimetro di pelle scoperta, lo faccio con cura come se stessi vestendo me stesso prendendola in giro con qualche battuta per allentare la tensione! E si va, senza esitare, siamo qui per quello! Non avrei mai pensato di dover affrontare una situazione tragica come questa. Oggi più che mai indosso la mia divisa … con orgoglio ma dentro di essa c'è tutto un casino: paura, coscienza, amore, pensieri, altruismo.

E mentre guido, torturato da quella fastidiosissima mascherina, vedo gente che va a correre, gente che passeggia, che va in bici e penso: a cosa servono i "nostri" sforzi se poi c'è chi ancora non comprende la gravità della situazione? Ma davvero la corsetta, la passeggiata è così importante da mettere a rischio la propria salute? Allora fermatevi a pensare, a riflettere: davvero non potete farne a meno? … Provate a mettervi nei panni di chi sta in terapia intensiva o semplicemente ricoverato in quarantena! …

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Mi sembra di vedere chi combatte e chi invece manda tutto all'aria a causa dei propri comportamenti! È così assurdo! Poi tutti solidali, ci chiamano eroi. No! Facciamo solo il nostro lavoro, chi di professione chi come volontario, siamo gli stessi a cui, alcuni, hanno distrutto le ambulanze … Non chiamateci eroi ci basta solo il rispetto, sempre, non solo oggi!
Mi auguro che questo senso … di solidarietà l'uno con l'altro resti anche in futuro e che finisca finalmente la brutta abitudine di pensare solo a sé stessi a discapito degli altri … Italiani uniti sempre! Viva la C.R.I.”

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