Capodanno, niente botti a Lissone: il sindaco firma l’ordinanza

Il divieto in vigore dal 23 dicembre al 6 gennaio

Capodanno senza botti a Lissone. Il sindaco Concettina Monguzzi ha firmato l’ordinanza con cui da lunedì 23 dicembre a lunedì 6 gennaio vieta l’utilizzo di petardi e artifizi pirotecnici sul territorio comunale.

Intanto su tutto il territorio comunale sono comparse affissioni che invitano a festeggiamenti in sicurezza, senza l’accensione di petardi e fuochi d’artificio.

Un duplice messaggio che va nella direzione di tutelare la salute delle persone, ancora troppo spesso coinvolte in incidenti provocati dall’accensione dei “botti”, e quella degli animali, che a causa dell’udito sensibile vivono momenti di autentico terrore.

“Il mio invito è quello di vivere i festeggiamenti per l’anno nuovo in allegria, rispettando le altre persone e i nostri amici animali - afferma il sindaco di Lissone, Concettina Monguzzi - mi appello al senso civico delle persone, così da vivere lo scoccare della mezzanotte con un brindisi benaugurale senza dover ricorrere ad alcun «botto»”. 

L’ordinanza: botti vietati a Lissone

Per tutelare il diritto di tutti alla salute e alla tranquillità, prevenendo comportamenti che possono arrecare danni o determinare disagio a persone e animali, il sindaco Monguzzi ha firmato l’ordinanza con cui si vieta l’utilizzo di petardi e artifizi pirotecnici sul territorio comunale da lunedì 23 dicembre e fino al 6 gennaio 2020.

Per tutto il periodo, è quindi vietato far esplodere e accendere petardi e fuochi d’artificio in luoghi coperti e scoperti, pubblici o privati, ed in particolare in tutte le vie, piazza e aree pubbliche che prevedano il transito o il passaggio di persone. Unica eccezione prevista per gli artifizi pirotecnici di categoria F1 e F2 che potranno essere esplosi seppur a debita distanza da persone anziane e da animali.

“Sono consapevole della difficoltà, da parte delle nostre Forze di Polizia, di far rispettare tale divieto - conclude il sindaco Monguzzi - l’ordinanza vuole però essere un deterrente, un modo per educare la cittadinanza a festeggiare in maniera più rispettosa”.

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