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Sabato, 29 Gennaio 2022
Attualità

Da Monza un aiuto ai senzatetto "sfrattati" dal Comune di Milano

L'associazione #FoodforAll scende nuovamente in campo per aiutare (anche) i senzatetto che vivevano sotto il tunnel della stazione Centrale da dove sono stati allontanati

Quando ha visto le immagini del video di MilanoToday con gli addetti dell'Amsa che buttavano materassi e oggetti di quei ragazzi che per lei e i suoi volontari sono diventati amici, le è venuto un groppo in gola.

Difficile per Amrita Ceravolo - la monzese che ha fondato l'associazione #FoodforAll che opera anche a sostegno degli ultimi della stazione Centrale di Milano - trattenere le lacrime.

Amrita ha dato vita a un gruppo di volontari che ogni domenica prepara (anche grazie al sostegno di alcuni ristoratori di Monza e Brianza) almeno 150 pasti che vengono consegnati in monoporzioni alle persone che vivono ai margini dello snodo ferroviario milanese. Un vero e proprio pranzo della domenica, composto da primo, secondo, contorno, frutta e dolce che consegna personalmente alle persone che stanno attraversando un momento di difficoltà e che vivono in mezzo alla strada. Ma non solo. Amrita e i suoi volontari ritornano a Milano anche il martedì sera, con altro cibo, bevande calde, coperte e vestiti. 

"Abbiamo più volte denunciato attraverso le immagini e attraverso i nostri racconti le condizioni di chi vive in strada e come con il gelo tutto questo non sia accettabile - scrive la volontaria monzese in un lungo post sui social -. La nostra denuncia viene fatta per mettere a conoscenza, per sensibilizzare e per provare a richiamare una soluzione. La soluzione è certamente che questi uomini non debbano più vivere in quelle condizioni".

Ma la soluzione per Amrita non è quella di "sfrattarli", ricordando che quegli oggetti custoditi nei sacchetti di plastica e negli zaini, è tutto quello che questi uomini e queste donne hanno. Ceravolo invita le istituzioni a coinvolgere prima dell'intervento tutte le associazioni di volontariato che operano a servizio di queste persone. 

"Forse si potrebbero avvisare prima, aiutarli a decidere cosa tenere e cosa lasciare che venga buttato per riportare decoro nelle vie della città - aggiunge -. Forse si potrebbe accompagnare questi ragazzi in luoghi più caldi e più sicuri. Ma...dove? Ecco il forse più grande. Forse si potrebbero adeguare i dormitori così che il giorno dopo ritornino e non scappino".

Amrita Ceravolo e i suoi volontari oltre a consegnare pasti (caldi d'inverno e freschi d'estate, senza carne di maiale e affettati in forma di  rispetto anche delle persone di religione islamica), coperte, vestiti, scarpe, li ascolta, li aiuta a redigere un curriculum per trovare un lavoro, li indirizza a centri o scuole, li aiuta nel disbrigo delle pratiche burocratiche. Ma soprattutto ascolta le loro storie di vita. 

"Buttare ciò che avevano, non rappresenta solo buttate il loro spazio, la loro casa - prosegue -.  Ma significa anche rendere vani gli sforzi dei volontari, il loro tempo, rendere vane le donazioni di benefattori che ci donano qualcosa per dare un po' di calore. Allora mi chiedo se avverrà mai che certe azioni, sicuramente pensate per la salute di chi vive in strada, per la sicurezza dei cittadini e per l'immagine di una città importante come Milano, verranno concertate con tutti gli attori che vivono la strada, con le organizzazioni (tutte) che quotidianamente vivono un rapporto con loro. Ho ancora fiducia nelle Istituzioni e nel dialogo.Spero che presto si arriverà a qualcosa".

Nel frattempo la squadra di #FoodforAll scende di nuovo in strada: domani, domenica 19 dicembre, con la consegna dei pasti fuori dalla stazione Centrale; martedì di nuovo in strada a distribuire pasti e bevande calde, abbigliamento, coperte e tutto quello che può servire, oltre a un piccolo dono di Natale a tutti.

Amrita si appella nuovamente alla generosità dei monzesi: "Abbiamo bisogno di sacchi a pelo e di scaldamani, questi ultimi si trovano a poco prezzo nei negozi di abbigliamento sportivo e ogni pacchettino garantisce calore per sei ore".

Tutti i dettagli per aiutare l'associazione sulla pagina Facebook #FoodforAll Odv. 

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