"Rapinatori tra ex soci del Carroponte": la denuncia del Pd. I gestori: "Truffati anche noi"

Il Pd di Sesto San Giovanni ha presentato un'interrogazione urgente evidenziando che i titolari della Saten, che gestivano lo spazio, sono stati arrestati con l'accusa di appartenere a un gruppo malavitoso

Carroponte (repertorio)

"Apprendiamo come il sindaco Roberto Di Stefano abbia affidato uno dei simboli della città ad una società che ha all'interno persone accusate di furti e rapine. Considerato che tra gli arrestati per rapina (nell'ambito di un'operazione che ha sgominato una banda criminale, ndr), figurano i nomi dei signori Ramunno e Macalli, i medesimi nomi dei titolari della Saten, che organizzava eventi al Carroponte". È quanto si legge nell'interrogazione presentata dal Partito Democratico di Sesto San Giovanni al primo cittadino della cittadina a nord di Milano, il quale però, sentito da MilanoToday, smentisce: "Queste persone sono già state cacciate da quasi un anno". 

"Ombre sul Carroponte"

Alla base dell'interrogazione il fatto che i titolari della società Saten, che tra il 2017 e il maggio del 2019 ha gestito l'organizzazione di eventi e l'ambito food and bevarage al Carroponte insieme a un'agenzia, siano stati arrestati alla fine di settembre nell'ambito dell'operazione dei carabinieri, 'Baba e Biri', che ha sgominato una banda criminale facendo finire in manette nove persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, furto, ricettazione e rapina.

"A Roberto Di Stefano - continua il Pd sestese - il bene di Sesto non interessa e le conseguenze sono affidamenti e nomine sulle quali l’amministrazione non adopera nessun tipo di controllo e vigilanza, portando persone che mai dovrebbero avere a che fare con la cosa pubblica a gestire un vero e proprio patrimonio della città. Una vergogna". Il primo cittadino (Forza Italia) però nega: "Saten organizzava eventi come Carrowine quando al Carroponte c'era ancora Arci, poi una volta che Music Hub Factory si è aggiudicata la struttura questa società è stata allontanata e anzi Music Hub ha un contenzioso aperto con loro".

Secondo Di Stefano quindi da novembre 2018 Saten non opererebbe più all'interno del Carroponte. "Saten peraltro non era un fornitore del Comune ma del Carroponte stesso - continua il sindaco -. E comunque da quasi un anno queste persone sono state cacciate".

Saten ha organizzato gli eventi del 2019

In realtà la Saten risultava ancora tra i gestori della stagione degli eventi del Carroponte nel corso della la primavera-estate 2019: il suo allontanamento risalirebbe all'inizio della scorsa estate. Le locandine delle iniziative, così come le presentazioni del cartellone di appuntamenti, menzionavano Saten in qualità di società collaboratrice alla realizzazione degli eventi.

Persino un comunicato stampa del Comune di Sesto la scorsa primavera affermava: "Hub Music Factory inoltre gestirà il palinsesto delle manifestazioni che precedono e che seguono la stagione concerti a Carroponte in collaborazione con i titolari di Saten, Marco Ramunno e Lorenzo Macalli che si occupano dell’organizzazione di fiere ed eventi enogastronomici".

I titolari di Hub Music Factory: "Noi rapinati e truffati"

I titolari di Hub Music Factory, Alex Fabbro e Tiziana Seregni, in una nota hanno voluto sottolineare la loro totale estraneità al comportamento malavitoso degli imprenditori di Saten: "Ribadiamo come, il bando di assegnazione dell’Area Carroponte sia stato assegnato esclusivamente a Hub Music Factory. Saten in maniera totalmente autonoma rispetto al bando, si è occupata di gestire manifestazioni di food & beverage limitatamente ad alcuni eventi come per altro succedeva nelle stagioni precedenti con Carrowine, quando Carroponte era gestito da altra organizzazione".

Un socio dell'agenzia, peraltro, ha denunciato di essere stato "vittima di truffa da parte di Ramunno e Macalli", nonché di aver subito una "rapina da parte loro", come ha raccontato in una telefonota a MilanoToday. L'agenzia, afferma di aver provveduto ad allontanare i titolari di Saten "dopo averne notato dapprima le incapacità tecniche e in seguito il loro atteggiamento truffaldino". Lo scorso maggio, riferiscono i titolari di Hub, "la società è stata totalmente estromessa dall'organizzazione di eventi al Carroponte".

L'operazione 'Baba e Biri'

Ramunno e Macalli sono stati arrestati insieme ad altre sette persone con l'accusa di appartenere a una banda criminale che aveva all'attivo venti furti e una rapina. Il capo del gruppo si faceva chiamare 'baba', in albanese 'papà', e i suoi sottoposti venivano definiti 'biri', ovvero figli; da qui il nome dell'operazione dei militari. Ad incastrare gli appartenenti al gruppo criminale i carabinieri del comando provinciale di Trento, dove era avvenuto uno dei furti. 

Le indagini sono iniziate nel novembre 2018, a seguito di un furto alle slot machine di un bar trentino. Dispositivi di gioco e cambiamonete erano infatti gli obiettivi preferiti dal sodalizio malavitoso. Dopo quasi un anno di indagini, grazie a pedinamenti ed appostamenti mirati, sono stati ricostruiti ben 20 furti, di cui 13 in esercizi commerciali e sette in autoveicoli. La banda - che aveva sede operativa nel Bresciano ed era attiva a Milano, Bergamo e Modena - aveva messo anche in atto una vera e propria rapina, ai danni di un'imprenditrice di Bresso, nel Milanese.

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