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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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In Brianza nasce un nuovo lavoro: il network manager per il migrante

Ecco di che cosa si occupa

Il suo compito è molto delicato: aiutare la persona che ha abbandonato il suo Paese a causa della guerra o per motivi economici, a ricominciare una seconda vita in Brianza. Una vita che non comprende solo casa e lavoro, ma anche l'inserimento sociale soprattutto se il migrante arriva insieme alla famiglia.

Questo il compito del Network manager per il migrante, una nuova figura professionale che verrà presentata domani, mercoledì 25 maggio, a Lissone in occasione del seminario di presentazione dei dati del progetto After Care. Dalle 9, a Palazzo Terragni, interverranno i vari relatori che illustreranno il materiale raccolto del progetto finanziato con i Fondi della Ue e del ministero degli Interni dedicato al sostegno dei percorsi di autonomia dei migranti regolari residenti in 139 comuni tra le province di Lecco e di Monza e Brianza. 

Due territori lombardi che hanno accolto, e continuano ad accogliere, migliaia di persone provenienti soprattutto dall'Africa e alle quali, negli ultimi due mesi, si sono aggiunti anche coloro che scappano dalla guerra in Ucraina. Il compito del network manager per il migrante è proprio quello di accompagnare la persona verso l'autonomia, sviluppando i rapporti con i servizi e le reti territoriali del volontariato. Un lavoro di collaborazione tra istituzioni e terzo settore, quest'ultimo elemento importante e prezioso in tutte le fasi di accoglienza e di inserimento della persona. 

“Il nostro ruolo è quello di entrare a stretto contatto con le famiglie e cercare di comprendere e affrontare i veri problemi - spiega Sara Viganò, 32 anni di Besana Brianza, antropologa e una delle 6 'manager delle connessioni' del Consorzio comunità Brianza -. Non ci sostituiamo mai al migrante ma lo affianchiamo, sempre in équipe con i servizi sociali e gli altri volontari. Ad esempio, diamo loro strumenti per aiutarli nella ricerca di un lavoro, nelle trattative con un’agenzia per affittare un appartamento, a come gestire l’economia domestica, dove e come chiedere un eventuale supporto per la salute o i figli. Operiamo su micro-obiettivi senza perdere di vista quello finale: sviluppare l’autonomia, valorizzare le competenze, riattivare quando occorre la voglia di fare, conoscere il territorio. I riscontri ci sono. Il nostro intervento è efficace. A volte non riusciamo ad essere risolutivi ma registriamo sempre passi avanti. L’altra fetta del nostro lavoro è la mappatura delle reti dei servizi e dei volontari. Abbiamo portato alla luce un mondo straordinario della solidarietà in Brianza, con oltre 100 organizzazioni attive in ogni angolo delle due province. Energie straordinarie che entrano in un circolo virtuoso e coordinato grazie ad After Care”

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