Domenica, 21 Luglio 2024
La polemica / Limbiate

Annullato il party in piscina per le donne musulmane

Ad annunciarlo i rappresentanti della piscina brianzola

È stato annullato il party in piscina per donne musulmane in programma l'8 luglio all'acquapark di Limbiate. Ad annunciarlo è stata la stessa l'amministrazione della piscina che era stata affittata da un privato per un evento al quale erano invitate solo donne musulmane. Un'iniziativa molto pubblicizzata anche sui social e che fin dal principio aveva acceso diverse polemiche e scatenato l'indignazione di diversi politici, prima fra tutte l'onorevole europeo leghista Isabella Tovaglieri, che aveva parlato di "segregazione femminile".

Oggi, 3 luglio, la marcia indietro dei proprietari dell'acquapark, che hanno spiegato in una nota di aver deciso di annullare l'evento per "le restrizioni non in accordo coi nostri ideali". Dissociandosi anche dalle voci riguardanti il "sequestro" dei telefonini e lo spegnimento delle telecamere di sorveglianza durante l'evento. Che il privato, secondo i proprietari, avrebbe travisato nella pubblicità venendo meno ad alcuni degli accordi verbali presi. "Non immaginavamo assolutamente tutte queste restrizioni - hanno precisato - che non sono in accordo con i nostri ideali, siamo persone che in primis tengono alla tutela e all'emancipazione delle donne. Avessimo saputo prima alcuni dettagli avremmo rifiutato subito la proposta in questione».

A plaudere alla scelta degli organizzatori, manco a dirlo, l'onorevole Tovaglieri: "Quanto accaduto conferma che evidentemente le nostre perplessità non erano del tutto infondate, anzi. Noi siamo per la libertà, per tutti: sono certa che ci sarà modo di dare vita a feste in piscina a cui tutti possano partecipare, all’insegna della reale integrazione, senza limitazioni, senza preclusioni, senza autoemarginarsi”. Con lei, anche il capogruppo della Lega in consiglio regionale Alessandro Corbetta: "Bene l’annullamento della giornata in piscina dedicata alle sole donne musulmane. Ringraziamo i gestori delle piscine di Limbiate per aver preso le distanze da questa iniziativa e aver negato la propria location. In questo modo l’evento, che prevedeva fra l’altro il sequestro dei telefonini e lo spegnimento della videosorveglianza di sicurezza, è stato cancellato. Una strana idea di festa in netto contrasto con i nostri valori occidentali, per cui le donne non sono obbligate a nascondersi dagli uomini per poter stare in costume da bagno. Ci auguriamo che eventi simili non trovino più accoglienza da nessuna altra parte".

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