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Venerdì, 3 Febbraio 2023
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Le ecografie e gli altri esami per cui la regione ha chiesto agli ospedali di ridurre le liste d'attesa

Vari esami di diagnostica per immagini coinvolti nel secondo provvedimento del genere della Regione in pochi mesi

Un nuovo provvedimento per ridurre le liste d'attesa nella sanità lombarda è stato varato lunedì dalla giunta regionale, su proposta dell'assessore al Welfare Guido Bertolaso. Con questo nuovo provvedimento (il secondo), la Regione chiede agli ospedali (pubblici e accreditati) di aumentare determinate prestazioni di specialistica ambulatoriale.

Si tratta di prestazioni di diagnostica strumentale: mammografia bilaterale, diagnostica ecografica del capo e del collo, esofagogastroduodenoscopia, colonscopia con endoscopio flessibile, elettrocardiogramma dinamico, spirometria globale, eco(color)dopplergrafia degli arti superiori o inferiori o distrettuale, arteriosa o venosa, tomografia computerizzata dell'addome completo, senza e con contrasto, tomografia computerizzata del torace, senza e con contrasto, ecografia dell'addome superiore. 

Con il primo provvedimento, la Regione aveva già invitato gli ospedali ad aumentare l'offerta di dieci prestazioni ambulatoriali particolarmente critiche sul fronte delle attese: prima visita oculistica, prima visita dermatologica, eco (color) dopplergrafia cardiaca, ecografia bilaterale della mammella, ecografia addome completo, prima visita ortopedica, eco(color)doppler dei tronchi sovraaortici, prima visita cardiologica, prima visita endocrinologica/diabetologica e prima visita neurologica (neurochirurgica). Ora, dunque, aumentano le prestazioni che gli ospedali sono invitati ad accrescere.

Per le prime dieci prestazioni erano stati messi a disposizione 180mila slot aggiuntivi in 20 giorni, ricontattando 23mila cittadini con appuntamento prenotato fuori soglia: 8mila di questi hanno ricevuto un appuntamento entro la fine di gennaio. L'obiettivo di questa seconda delibera è di garantire un volume di prestazioni pari a quanto erogato nello stesso mese del 2019, prima dell'emergenza covid che ha 'stravolto' i ritmi degli ospedali, aumentato del 10 per cento.

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