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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Attualità

Carenza dei medici di base: "Ministro Speranza, basta parole vogliamo fatti"

La richiesta della Lega. Intanto anche in Brianza medici di famiglia in affanno, e interi quartieri e paesi senza specialista

"Sulla carenza di medici di medicina generale in Lombardia la Lega da tempo ha accesso i riflettori e la Regione Lombardia ha fatto il massimo possibile nell’ambito delle sue competenze. Ora il ministro  Roberto Speranza non butti nuovamente la palla in tribuna e dia risposte tempestive. Si tratta di un tema di rilevanza nazionale, tema su cui abbiamo comunque lavorato in Regione Lombardia per trovare una soluzione tempestiva ad un problema che riguarda tantissimi cittadini". A dichiaralo l'onorevole Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera dei deputati e cooridinatore della Lega, e il consigliere regionale Emanuele Monti, presidente della commissione sanità e politiche sociali al Pirellone.

Un problema ben noto anche ai brianzoli.  A settembre 2021 erano 55 i medici di medicina generale che mancavano sul territorio. Tante le lamentele da Monza a tutta la Brianza di pazienti che hanno problemi a trovare un medico di famiglia nel quartiere o nel paese. Molti - anche anziani e non automuniti - sono costretti a emigrare fuori Comune, con tutti i disagi che ne conseguomo. Emblematico il caso di Brugherio dove, da oltre due anni, i pazienti vengono affidati a sostituti di sostituti. A breve dovrebbero arrivare tre medici di medicina generale neolaureati che dovrebbero coprire parte del fabbisogno. Intanto per i medici di famiglia questi ultimi due sono stati anni di intenso stress fisico e psicologico. Oltre ai casi di medici che, contagiati dal covid, hanno perso la vita. 

"Riteniamo che il tempo delle parole sia finito e serva un intervento urgente del ministro Speranza - dichiarano Cecchettie Monti -. In Consiglio regionale come Lega avevamo lanciato l’allarme tramite una mozione con cui abbiamo impegnato la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo, affinché incrementasse i finanziamenti per le borse di studio riportandole almeno alla quota previsto per il triennio 2019/2022 (313 borse di studio) e ad anticipare la fine del corso di formazione, visto il carattere di urgenza che investe la questione. Abbiamo chiesto anche di rivedere l’accordo collettivo nazionale, in funzione di una premialità ai medici che decidano autonomamente di aumentare il proprio massimale e a quelli che decidono di lavorare in equipe multidisciplinari. Inoltre, abbiamo chiesto con urgenza di rimodulare gli accessi alla facoltà di Medicina. La Giunta regionale, occorre ricordarlo, ha istituito il tirocinio professionalizzante per permettere agli specializzandi che frequentano il terzo anno di corso di perfezionare il proprio percorso formativo sul campo. Con la stessa delibera è stato aumentato il massimale dei tirocinanti".

La Regione ha investito sulle nuove tecnologie. "Abbiamo dotato i medici di famiglia di strumenti di cura innovati come la telemedicina, con l’istituzione di un fondo da 10 milioni di euro per l’acquisto dei device tecnologici, e con l’istituzione degli ambulatori sociosanitari territoriali, al cui interno questi professionisti potranno erogare anche prestazioni a bassa e media intensità. Inoltre, nelle Case di Comunità offriamo loro una struttura dove poter interagire con tutto il sistema di cure e di essere supportati da altre figure professionali (infermieri, personale amministrativo e altri professionisti della salute) - aggiungono i due esponenti del Carroccio -. Pertanto il tempo delle parole per noi è finito: Regione Lombardia ha fatto il massimo possibile nell’ambito delle sue competenze. Ora il ministro Speranza non butti nuovamente la palla in tribuna e dia risposte tempestive." 

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