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Polemica sul manifesto del Gran Premio: le grafiche futuriste fanno gridare al fascismo

Il caso è stato sollevato dall'ex presidente della Provincia di Monza Invernizzi attraverso un post su Fb

È polemica per il manifesto ufficiale del Gran Premio d'Italia di Formula 1 che si correrà a Monza il 6 settembre. Nella locandina di chiara ispirazione futurista — disegnata da un sodalizio tra l'agenzia Foolbite e il visual designer Charis Tsevis, sotto la supervisione dell’Autodromo Nazionale Monza — si vede una monoposto rossa, dietro di lei la Villa Reale e le Frecce Tricolori.

Secondo l'ex presidente della Provincia Roberto Invernizzi (Pd) i tratti grafici hanno un chiaro richiamo fascista. "Achi il Gran Premio d'Italia? A Noi!", ha scritto in un posto su Facebook sollevando un guazzabuglio di commenti.

Anche il consigliere regionale della Lega, il Brianzolo Andrea Monti, è entrato nella polemica. "Complimenti agli ideatori del manifesto — ha scritto in una nota —. Ritengo davvero azzeccato il rimando al movimento futurista in un momento come quello che stiamo vivendo". Ma "qualcuno — ha proseguito Monti — ha pensato bene di costruire, sopra a questa immagine, una ridicola polemica legata all’apologia di fascismo. Spero che faccia retromarcia prima di imbarcarsi in misere figuracce sia sulla storia dell’arte che su quella dell’automobilismo sportivo. Non vorrei infatti che la furia iconoclasta resti priva di controllo e si finisca per chiedere la chiusura del Museo del Novecento a Milano".

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